Roma: elemosiniere del Papa riattiva corrente a palazzo occupato. Si è calato in un tombino

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 12 maggio 2019 15:22 | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2019 16:23
Roma: elemosiniere del Papa Krajewski riattiva corrente a palazzo occupato. Si è calato in un tombino

Roma: elemosiniere del Papa riattiva corrente a palazzo occupato. Si è calato in un tombino (foto Ansa)

ROMA – Un palazzo occupato di Roma ha di nuovo la corrente: torna la luce, torna l’elettricità per frigoriferi e altri elettrodomestici. Tutto grazie al cardinale elemosiniere Konrad Krajewski, ‘braccio’ caritativo del Papa per i casi di disagio. Per farlo, il prelato si è calato sotto a un tombino e ha tolto i sigilli che erano stati applicati dalla azienda che aveva staccato la luce per troppi debiti non pagati.

E’ stato lui stesso a confermarlo all’Ansa: “Sono intervenuto personalmente, ieri sera, per riattaccare i contatori. E’ stato un gesto disperato. C’erano oltre 400 persone senza corrente, con famiglie, bambini, senza neanche la possibilità di far funzionare i frigoriferi”.

Krajewski ha riattivato la luce elettrica a Spin Time, nel palazzo occupato di via Santa Croce in Gerusalemme, al buio e senza acqua calda dal 6 maggio. “Non l’ho fatto perché sono ubriaco”, ha aggiunto Krajewski. Appena reduce dall’isola greca di Lesbos, dove ha portato la solidarietà del Pontefice ai profughi visitando il campo di Moria, il card. Krajewski ha risposto così all’appello di due giorni fa degli occupanti dello stabile.

“Siamo senza acqua e luce da tre giorni. Qui vivono 420 persone (tra cui 98 minorenni) e ci sono 25 realtà culturali. Ma non sarà certo il buio a fermarci. Questo è un’appello alla città di Roma”: così, in una nota, dicevano gli attivisti di SpinTime Labs tra quanti occupano lo stabile ex Inpdap di via Santa Croce di Gerusalemme 55, incitando alla partecipazione “con torce e ogni fonte di luce possibile ad una serata a sostegno di chi si fa strada tra il buio creato da chi alimenta odio, razzismo e disparità”.

Lo stabile di Via di Santa Croce è stato occupato il 12 ottobre 2013 dal movimento “Action” a scopo abitativo. Oggi all’interno ci sono anche un’osteria, un laboratorio di birra artigianale, una falegnameria, una sala prove e “un punto di approdo, aperto a tutti, attento ai giovani, agli ultimi e ai più bisognosi”. Secondo quanto appreso dagli occupanti, il Campidoglio non salderà le bollette della luce arretrate dovute dagli occupanti della palazzina, dopo che, nei giorni scorsi, la società di fornitura di energia, Hera, ha staccato la corrente per morosità. Sembra che il debito accumulato dal 2013 – anno di inizio dell’occupazione dell’ex sede Inpdap – sia di oltre 300 mila euro. (Fonte Ansa e Repubblica).