Roma, Fori Imperiali pedonali. “Sì per l’ambiente”. “No per la viabilità”

di Alessandro Avico
Pubblicato il 12 Giugno 2013 12:04 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2013 12:05

Roma, Fori Imperiali pedonali. "Sì per l'ambiente". "No per la viabilità". Quindi?ROMA – Da ferragosto Fori Imperiali pedonali. Via chiusa al traffico. Il nuovo sindaco di Roma Ignazio Marino ha spiegato che uno dei primissimi provvedimenti che intende firmare è proprio quello per rendere pedonale via dei Fori Imperiali, in pieno centro di Roma: “Pedonalizzerò i Fori Imperiali e pensavo di farlo il 15 di agosto. Il giorno prima farò l’ultimo giro con la mia Panda su via dei Fori Imperiali, dopodiché ci tornerò in bicicletta”. Stiamo parlando di una zona ovviamente, come quasi sempre accade a Roma, dall’alto contenuto storico, ma via dei Fori Imperiali è anche un’importante snodo di traffico nel centro di Roma, una via larga e trafficata giorno e notte. Una via che se chiusa può paralizzare l’intera zona, in una città che di paralisi dovute al traffico ne vede ogni giorno. Se via dei Fori Imperiali verrà chiusa occorre di certo un’alternativa altrettanto rapida  per spostarsi da Piazza Venezia al Colosseo.

Ma il problema del traffico regge con quello dell’impatto ambientale? Come sempre accade ecco la divisione tra storici-ambientalisti e chi si confronta con la città ogni giorno per spostarsi, richiedendo viabilità semplicità, non percorsi alternativi. Che fare? Roma è specialista e non ha niente da invidiare a nessuno su questo binomio-dilemma. Basti pensare che ogni volta che c’è da fare un lavoro, uno scavo (vedi la nuova metro), un giorno sì e uno no si blocca tutto perchè è stato trovato qualcosa scavando.

Ma via dei Fori Imperiali è un’altra storia. Non c’è nessun lavoro da fare, c’è solo da decidere se chiuderla o no. Rossella Rea, direttrice del Colosseo, vuole la chiusura della via, perchè parte dello storico monumento è annerito e si sta sgretolando a causa del traffico. “Le automobili passano tra Colosseo e colle Oppio. Le trenta arcate su quel lato sono le più annerite, si vede a occhio nudo. Ma le nuove, ennesime analisi ci confermano che il travertino si sta gessificando”, spiega al Corriere della Sera.

“Le ultime analisi chimiche – prosegue – sono state condotte dalla Cistec per conto della Soprintendenza archeologica di Roma. Analizzata al microscopio ottico, la patina nera che abbiamo prelevato su un’intera arcata presenta stratificazioni successive con piombo e altri metalli derivanti dalle benzine non verdi dei motori a scoppio”.

Andrea Giardina invece, illustre storico del mondo romano, non vede possibile, né redditizia, la chiusura della via al traffico. “Il problema di via dei Fori Imperiali non è soltanto molto ideologico, ma anche complicato e appassionante dal punto di vista culturale. La via è una creazione del fascismo, e il fascismo ha inventato un tipo antropologico dell’antico romano. Ossia lo stereotipo del romano marziale, disciplinato come un automa. E la spazialità che si è creata con l’apertura della via dell’Impero, che collega piazza Venezia col Colosseo, corrisponde proprio all’habitat di questo tipo umano”.

“Mi spiego – prosegue – la via è concepita come una sorta di via dei trionfi, destinata a esibire la potenza militare romano fascista. Quella via ha inventato un’immagine di Roma che universalmente è considerata una spazialità antico-romana autentica. Per questo la prima domanda che mi pongo è: questa strada non è, a sua volta, un prodotto della storia? Non è essa stessa un monumento? Se si risponde affermativamente acquistano forza le opinioni contrarie alla sua distruzione”.

Un piano che permetta la chiusura dei Fori c’è già. Lo ha stilato l’agenzia della mobilità della capitale, che aveva cominciato a lavorarci fin dal 2001, quando il neo eletto sindaco Veltroni decise di sperimentare solo nel periodo estivo il divieto al traffico privato. Marino lo ha fatto suo semplificandolo. Si tratta, in sostanza, di modificare la viabilità nelle strade intorno ai Fori Imperiali, per evitare che sulla via si riversino fiumi di veicoli, fino a 2.135 l’ora secondo Legambiente, l’81 per cento privati.