Roma, calci e pugni contro un omosessuale: “Urlavano gay di m…”

Pubblicato il 29 maggio 2010 14:59 | Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2010 16:58

Preso a calci e pugni perché omosessuale: è successo a Roma a un giovane di 24 anni nella zona di Colle Oppio, a pochi passi dal Colosseo, in via del Fagutale, una strada recentemente alla ribalta delle cronache per le polemiche scatenate dall’abitazione dell’ex-ministro Claudio Scajola.

Era la notte tra martedì e mercoledì scorso e il ragazzo era appena uscito da un locale gay, il ‘Coming Out’. A denunciare l’episodio è stata l’associazione Arcigay.

“Dopo essere uscita dal pub – ha riferito l’associazione – la vittima stava passeggiando verso la Stazione Termini quando, davanti alle scale di accesso a Colle Oppio, è stato accerchiato da quattro cinque ragazzi tra i 25 e 30 anni che probabilmente lo avevano seguito fin dall’uscita dal ‘Coming out’.

“Gay di m…”. E’ questa la frase che gli aggressori hanno gridato al giovane. A riferirlo è il legale della vittima, Daniele Stoppello e responsabile dell’Ufficio Legale di Gay Help Line.

“Gli aggressori – ha aggiunto Stoppello – quattro italiani tra i 25 e i 30 anni, dopo averlo lasciato privo di sensi per terra, gli hanno poi sottratto il cellulare con il quale, prima di essere colpito era al telefono con un amico al quale è riuscito a chiedere aiuto e che lo ha poi raggiunto sul luogo dell’aggressione. Il ragazzo aggredito è stato ricoverato d’urgenza in Ospedale, riportando diverse ferite, tagli e contusioni al volto e rischiando di perdere l’occhio. Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime. E’ necessario fare piena luce su questa vicenda e, per questo, forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili”.

Ecco il racconto della vittima: “In via Cavour, uno dei miei due amici, arrivati per soccorrermi, ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati. Questo mi è stato riferito, io non ero cosciente e il mio sangue colava. Ricordo ancora i miei aggressori che sghignazzavano mentre mi colpivano”.

“Probabilmente mi hanno seguito. Poi mi hanno pestato dietro un parcheggio, in una zona isolata – ha spiegato il giovane omosessuale attraverso le parole dell’avvocato Stoppello – Mi auguro la collaborazione di qualcuno, ma spero che nessuno abbia assistito a quanto è successo, perché sapere che qualcuno ha visto e non parla mi farebbe ancora più male”.

“Sono ancora sconvolto per quello che è successo, mi sono sentito la loro cavia. Mi è capitato altre volte di essere deriso per la mia omosessualità, ci sono abituato, è una cosa che ho sempre accettato rispettando le opinioni degli altri – ha detto la giovane vittima – Ma stavolta si è superato il confine della libertà altrui, passando dall’opinione all’aggressione”. La vittima spera “con questa denuncia di portare alla luce un problema e di contribuire a risolverlo, “per questo ho voluto rendere pubblico quello che mi è successo. L’unico potere che ho in questo momento è quello di denunciare i miei aggressori”.