Roma/ Il ramadan potrebbe cominciare venerdì 21 o sabato 22. Sarà il calendario lunare a dare inizio al mese di digiuno per i musulmani? Divise le associazioni islamiche in Italia

Pubblicato il 19 agosto 2009 19:04 | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2009 20:57

115129_TIR103_APPer un mese intero saranno gli orari lunari a stabilire il ritmo delle giornate di ogni musulmano. Il Ramadan, mese sacro dell’islam, in cui i fedeli osservano il digiuno, comincerà venerdì 21 o sabato 22 a Roma.

Fabbriche abbandonate, garage e scantinati diventeranno luoghi di ritrovo e di preghiere per i 110 mila musulmani che abitano nella capitale.

Ogni giorno da quando anche un minimo spiraglio di sole arriva sulla terra, i musulmani devono astenersi dal bere, mangiare, fumare, consumare rapporti sessuali.

Il mese caldo, come lo chiamano gli arabi, è quello in cui i credenti dimostrano la propria fede ad Allah: durante questo periodo si osserva uno dei cinque pilastri dell’islam, il sawn (digiuno).

Intanto le associazioni islamiche presenti in Italia sono in fermento e si è accesa la polemica sulla data esatta d’inizio del ramadan: 21 o 22 agosto. L’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche in Italia,  ha scelto il 21, aderendo ad una recente fatwa dell’European Council for Fatwa and Reserch, in base alla quale ci si deve attenere al calendario astronomico e non alla visibilità della luna nascente.

«Una decisione importante con cui si è scelto di seguire la scienza – rileva Ezzedine Elzir, portavoce dell’Ucoii – presa con saggezza e coraggio. Speriamo che anche questo sia l’inizio di un Islam europeo ed italiano».

Di altro avviso è il Centro Culturale Islamico che gestisce la Grande Moschea di Roma, che ha deciso di attenersi alla comunicazione della tv saudita riguardo all’esatto transito lunare, dando così il via alle preghiere e celebrazioni di rito in tutto il mondo musulmano.

«Ci atteniamo alla consuetudine “poetica” di attendere la comparsa della falce di luna – spiega Mario Scialoja, ambasciatore e consigliere del Centro – una consuetudine che non ha in realtà un fondamento dottrinale nè nel Corano nè nella Sunna, ma si richiama alle tradizioni saudite risalenti al VII-VIII secolo».

Gli animi non si placano nemmeno all’interno del Coreis, Comunità Religiosa Islamica, che nelle parole Abdalsabur Turrini, direttore generale della Coreis , spiega che la necessità di vedere la luna derivi «dalla tradizione islamica come dai testi». E che si dissocia dunque anche dalla scelta «non conforme alla legge sacra» dell’Ucoii di attenersi al calendario astronomico, in quanto l’inizio del Ramadan, che necessariamente sarà diverso a seconda del Paese in cui si trovano i fedeli, «dipende da segni divini ben precisi, quale appunto la visibilità della luna. Non può dipendere da iniziative personali nè da decisioni burocratiche».

E se la data di inizio del Ramadan si sposta mediamente di 11 giorni ogni anno, i credenti residenti nel Belpaese dovranno attendere per dare inizio al mese sacro, momento per abbandonare l’ira e i comportamenti corrotti, ritrovare la spiritualità e depurarsi.