Roma: Imu prima casa al 5,75%, Irpef su. Ignazio Marino meglio tasse che tagli

Pubblicato il 2 ottobre 2013 13:28 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2013 13:28
Roma: Imu prima casa al 5,75%, Irpef su. Ignazio Marino meglio tasse che tagli

Ignazio Marino in bicicletta ma aumenta le tasse

ROMA – Imu prima casa, a Roma: aumenterà? Al 5,75%? Si, quasi sì, probabile, molto probabile.

E anche la Irpef aumenterà ? Aumenterà anche la Irpef, se il gettito da Imu si sarà rivelato insufficiente.

Ignazio Marino, sindaco di Roma

“potrebbe dare il via libera all’aumento dell’Imu sulla prima casa al 5,75%”

scrive sul Corriere della Sera Ernesto Menicucci. Il Comune di Roma ha un buco di centinaia di milioni, certo non colpa di Marino, ma risalenti ai predecessori Walter Veltroni e Gianni Alemanno e,

“se la somma non sarà coperta dal governo, pagheranno le famiglie romane per un totale di 140 milioni (saranno esentato solo i nuclei con reddito Isee inferiore ai 6.500 euro). E se non bastasse, sarà aumentata anche l’aliquota Irpef”.

Sarebbero auspicabili anche

“azioni strategiche, a partire dal prepensionamento di 4 mila lavoratori”,

ma quelle si sa come vanno a finire in Italia, magari con altrettante riassunzioni perché i poveri impiegati comunali non ce la fanno in così pochi. E in ogni caso, nota Menicucci,

“bisogna sbarcare il lunario”

e per quello, si sa, non c’è nulla di più sicuro che mettere le mani in tasca ai cittadini.

Non tutto il buco, o meglio la sua copertura, cadrà sulle spalle dei romani:

“Una parte degli altri soldi potrebbe arrivare dal trasporto pubblico. Secondo l’ex assessore Antonello Aurigemma (Pdl) «esiste una norma, nel decreto del fare, che consente alla Regione di attingere ai fondi Fas per pagare il suo debito». Se così fosse, al Comune finirebbero 188 milioni e verrebbe scongiurata anche la privatizzazione di Atac. Ma qualora queste misure non bastassero, i tagli potrebbero colpire anche i servizi sociali”.

Spiega ancora Ernesto Menicucci:

“Marino, per racimolare 867 milioni di euro, pensa di utilizzare soprattutto due provvedimenti. Il primo è il poter inserire, nella gestione commissariale pre-2008, tutta una serie di impegni economici assunti sotto il centrosinistra veltroniano. Tra questi, anche i mutui contratti per finanziare la metro C, l’opera pubblica più costosa d’Italia (3,5 miliardi previsti), più altre voci. Si tratterebbe, alla fine, di quasi 400 milioni di euro.

“Seconda azione, la vendita del patrimonio comunale, cui sta lavorando il vicesindaco Luigi Nieri, da realizzare tramite Cassa depositi e prestiti: l’istituto anticipa 200 milioni al Comune e poi vende gli immobili”.