Roma, incendio sul Monte Ciocci: fiamme vicino ai palazzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2020 17:02 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2020 17:06
Incendio Monte Ciocci a Roma, foto d'archivio Ansa

Roma, incendio sul Monte Ciocci: fiamme vicino ai palazzi (foto Ansa)

Un incendio è divampato sul Monte Ciocci, a Roma, tra i quartieri Prati e Balduina.

Un incendio è divampato sul Monte Ciocci, a Roma. A riportarlo è il Messaggero.

L’incendio purtroppo si sta allargando anche nella vegetazione della Riserva Naturale di Monte Mario sfiorando anche l’istituto agrario Domizia Lucilla e alcuni palazzi.

Un incendio di vaste proporzioni ha devastato la Riserva di Monte Cofano, nel trapanese.

Il rogo è verosimilmente doloso, perché le fiamme, che hanno avvolto nella notte la montagna, sono partite da più punti, sul versante di San Vito Lo Capo.

Il sindaco di Custonaci Giuseppe Morfino, parla di “azione criminale”.

 

Incendio San Vito Lo Capo, l’allarme di Coldiretti

Per ricostituire le aree di macchia mediterranea ridotte in cenere dal fuoco ci vorranno almeno 10 anni.

Con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo.

E’ quanto fa sapere la Coldiretti in relazione al violento incendio divampato su Monte Cofano, nel Trapanese.

Incendio di probabile origine dolosa e alimentato anche dalla siccità e dalle alte temperature.

Alte temperature che stanno salendo rapidamente verso i 40 gradi.

Se il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo.

A preoccupare, sottolinea la Coldiretti, è proprio l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente.

Un costo drammatico che l’Italia è costretta ad affrontare perché è mancata l’opera di prevenzione, sorveglianza e soprattutto di educazione ambientale sul valore di un patrimonio determinate per la biodiversità e per la stabilità idrogeologica del territorio.

Il caldo africano e la siccità, secondo un’analisi di Coldiretti su dati Effis, aiutano i piromani con più di 2 roghi al giorno da nord a sud della Penisola dall’inizio dell’estate.

Una situazione grave in un 2020 che si classifica come il secondo semestre più caldo dal 1800 con temperature superiori di 1,1 gradi rispetto alla media. (Fonti: Il Messaggero, Ansa).