Roma, incidente di caccia in zona Sant’Oreste: 71enne muore centrato da un colpo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Ottobre 2019 17:16 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2019 17:16
Un cacciatore, Ansa

Un cacciatore (foto Ansa)

ROMA – Un uomo di 71 anni è morto dopo essere stato centrato da un colpo d’arma da fuoco durante una battuta di caccia vicino a Roma. Da una prima ricostruzione, l’uomo nel pomeriggio di sabato 5 ottobre stava partecipando con altri sei conoscenti a una battuta di caccia in zona Sant’Oreste quando ha smarrito il segugio. A quanto riferito dai compagni di caccia, a quel punto insieme sarebbero andato a cercarlo e intorno alle 20 l’uomo sarebbe stato colpito da un colpo d’arma da fuoco al fianco esploso da uno sconosciuto.

Sono in corso indagini per chiarire la dinamica e individuare il responsabile. Sequestrati le armi in possesso al gruppo. Il 71enne è arrivato intorno alle 23.30 in eliambulanza al policlinico Gemelli ed è stato sottoposto d’urgenza a un intervento ma è morto per una emorragia interna. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Bracciano e del Nucleo investigativo di Ostia.

“Davanti ai morti di caccia indigna l’inerzia delle autorità”.

Lo dice in una nota l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, commentando l’incidente.

“Mi dispiace per la persona ed esprimo il mio cordoglio alla sua famiglia – sottolinea l’ex ministro – ma in generale, quando lo Stato mette in mano dei ‘cannoni’ ad anziani tiratori della domenica, non c’è da stupirsi se qualcuno muore. C’è invece da indignarsi perché le autorità, governo e Regioni, o non fanno nulla o se fanno qualcosa, fanno qualche regalo alle doppiette. Rivolgo ancora un appello al Parlamento perché si riparli di caccia, almeno per limitarla, in attesa di abolirla. Ho depositato alcune proposte di legge in materia: ripartiamo da quelle”. “Le battute di caccia – ricorda la parlamentare – sono veri e propri appuntamenti con la morte, non solo quella degli animali, vittime designate dell’incontenibile ‘libidine da sparo’ degli appassionati, ma anche quella dei cacciatori stessi, come in questo caso, o, peggio ancora, quella di innocenti fungaioli e amanti della natura, che possono ritrovarsi sulla linea di tiro. Ieri è capitato nelle Torbiere della Franciacorta, in provincia di Brescia, ad un gruppo di ecoturisti scampati per miracolo ad una pioggia di pallini. Non è più accettabile che gruppi di cacciatori si impadroniscano di boschi e campagne e terrorizzino i residenti e gli escursionisti, con armi sempre più potenti il cui uso è concesso senza adeguati controlli sulle condizioni piscofisiche degli utilizzatori”.

Brambilla chiede quindi restrizioni più severe. “Ho proposto il divieto di cacciare il sabato e la domenica, per tutelare chi nei boschi e nelle campagne va per godersi la natura e non per distruggerla, e alcune misure restrittive. Inoltre vanno sistematicamente raddoppiate le distanze di sicurezza da potenziali bersagli come case, strade, ferrovie, mezzi agricoli o animali domestici, che oggi variano secondo i casi da 50 a 150 metri”.

Fonte: Ansa.