Roma-Liverpool. Col Daspo allo stadio: denunciato ma subito assolto per tenuità del reato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 maggio 2018 9:11 | Ultimo aggiornamento: 4 maggio 2018 10:56
Roma-Liverpool. Col Daspo allo stadio: denunciato ma subito assolto per tenuità del reato

Roma-Liverpool. Col Daspo allo stadio: denunciato ma subito assolto per tenuità del reato

ROMA – L’avvocato di Civitanova Marche Diego Perrone non poteva nemmeno avvicinarsi allo stadio Olimpico, a causa di una vecchia lite con il presidente del Civitanovese era stato raggiunto dal Daspo, la misura che interdice ai tifosi giudicati violenti di assistere le partite.

Però, scrive il Messaggero, l’atmosfera di attesa e di festa in città prima della semifinale di Champions League Roma-Liverpool, lo hanno convinto ad acquistare nei pressi dello stadio un biglietto di tribuna a 200 euro: voleva esserci a ogni costo, è riuscito solo a farsi fermare all’ingresso rimediando una denuncia e il processo per direttissima.

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Il giorno dopo, nonostante l’ammissione di colpevolezza per un reato per cui si rischiano da uno a tre anni e una multa da 10mila a 40mila euro, è stato assolto dal giudice Valentina Valentini. Una sciocchezza perdonabile deve aver pensato il giudice che non ha accettato la richiesta di 10 mesi del pm e ha mandato assolto Perrone per la “tenuità del reato”.

Al di là del caso personale, ma considerando che una settimana prima dei tifosi romanisti sono stati arrestati a Liverpool per l’aggressione a un supporter “nemico” finito in coma, l’assoluzione ha provocato la dura reazione del presidente della Figc ed ex prefetto Giuseppe Pecoraro. Senza condanna tutta la vicenda ha il sapore di una marachella, una goliardata: “Lo so che non potevo entrare all’Olimpico, ma ho ceduto ad una tentazione. Ho iniziato a parlare con le persone, ho mangiato un panino con la porchetta. Trascinato dall’entusiasmo di una città non ho pensato alle conseguenze. So di aver sbagliato e chiedo scusa”, ha dichiarato Perrone, pentito.

Resta però il problema della giusta applicazione delle regole, la preoccupazione che il Daspo (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive) diventi una carezza piuttosto che una efficace misura deterrente (in Inghilterra, per esempio, il Daspo non consente di acquistare biglietti aerei e di treni).

Al di là del caso specifico, l’assoluzione di ieri pone il problema del rispetto del Daspo da parte di tifosi anche più violenti dell’avvocato Perrone. E infatti a dirsi preoccupati sono sia i sindacati di polizia, come il segretario dell’Anfp Enzo Letizia, che parla di «messaggio negativo», sia, e soprattutto il procuratore federale Giuseppe Pecoraro, a lungo prefetto di Roma: «Quando accadono fatti gravi invochiamo la durezza delle leggi inglesi. Poi, però, non applichiamo con coerenza neppure le leggi italiane». (Marco Carta e Sara Menafra, Il Messaggero)