Roma senza metro: Barberini, Spagna e Repubblica chiuse

di Dini Casali
Pubblicato il 25 marzo 2019 10:29 | Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2019 10:34
Roma senza metro: Barberini, Spagna e Repubblica chiuse

Roma senza metro: Barberini, Spagna e Repubblica chiuse

ROMA – E sono tre: a Roma, oltre a quella di Repubblica, al momento sono chiuse e inagibili le stazioni della metro piazza Barberini e piazza di Spagna. Come fosse normale, in una città che sembra ormai rassegnata, che la mobilità dei cittadini sia diventata una specie di optional, altro che diritto. Negato da scale mobili che si inceppano, ormai metafora di inesorabile stallo.

Con migliaia di turisti semplicemente allibiti di fronte allo spettacolo – dell’orrore, ma come chiamarlo altrimenti? – di attese e file interminabili  solo per comprare il biglietto della metro: succedeva ieri, alla stazione Flaminio, l’unica che consentiva l’accesso al centro storico, e solo perché sopravvivono le scale tradizionali, in concomitanza, ironia della sorte, con la domenica ecologica.

Senza auto private, senza mezzi pubblici, come avrebbero dovuto muoversi i malcapitati residenti e gli attoniti visitatori? Protestano gli esercenti del centro perché gli affari sono colati a picco, e chiedono di aprire la Ztl o almeno non pensare di estenderla. I presidi di scuola raccomandano ai professori di essere almeno in questi giorni più indulgenti con i ritardatari perché davvero non è colpa di genitori o figli. 

I sindacati paventano la paralisi cittadina.  Il sindaco Raggi – che dopo tre anni di amministrazione non può più incolpare i predecessori – ora se la prende con la ditta che doveva aggiustare le scale mobili al quale sta pensando di revocare l’appalto. Dicono i manutentori che a Barberini, prima del blocco, sarebbe bastato un chiodino per far deragliare la scala mobile. 

Si inceppa quello che potremmo chiamare il freno d’emergenza, il “contatto di rottura catena-gradini”, quello che impedisce alla scala di accartocciarsi su se stessa in corrispondenza del gradino finale. Un problema tecnico che sembra irrisolvibile mentre la città letteralmente implode, immobile, bloccata, inerte. Sognavano aeree funivie, ci offrono invece una Roma città chiusa. No metro, no future.