Roma, multa per bestemmia addio. E chi lo sapeva che c’era?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 novembre 2018 12:29 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2018 13:47
Roma, multa per bestemmia in pubblico addio. E chi lo sapeva che c'era?

Roma, multa per bestemmia addio. E chi lo sapeva che c’era? (nella foto YouTube Gennaro Mosconi, personaggio tv noto per le sue imprecazioni in diretta)

ROMA – A Roma stop alle multe per bestemmia. Un attimo, perché finora si rischiava di essere multati se il nome di Dio e della Madonna veniva associato (in pubblico) a epiteti non proprio edificanti? Nessuno lo sapeva (la Raggi sì evidentemente), ma nel regolamento della Polizia municipale capitolina c’erano le linee guida da adottare nei confronti dei bestemmiatori.

Invece il Messaggero ci informa che nelle linee guida diffuse ai vigili urbani sparisce il divieto di “profferire in pubblico o in luoghi aperti al pubblico bestemmie o frasi offensive per il rispetto e la pietà altrui”. Il regolamento era in vigore dal dopoguerra, per cui può essere considerato vecchio di oltre 70 anni.

Depenalizzate nel 1999, anche per la legge italiana le bestemmie rimangono un illecito, anche se solo amministrativo, che può costare caro: da 50 fino a 300 euro di verbale. Ma serve appunto un atto amministrativo (quindi anche in ambito locale) che le vieti. Atto che la giunta Raggi ha deciso di togliere.

Roma, come tutte le aree geografiche che hanno vissuto il dominio dello Stato Pontificio (Umbria, Marche, parte della Toscana e dell’Emilia Romagna), ha una secolare tradizione di bestemmie, e spesso per poterle pronunciare pubblicamente vengono adottate fantasiose varianti che per assonanza ricordano l’originale, senza andare a finire nella blasfemia (Dio caro, Porco due e via dicendo).