Cronaca Italia

Roma, muore perché non c’è il guard rail. Dipendente comune rischia processo

guard railROMA – Una pratica lasciata in un cassetto per sette anni. Dimenticata. E che è costata la vita di una persona, Daniele Petricola, un uomo di 38 anni che con la sua auto ha fatto un volo di 10 metri in un viadotto non protetto da un guard-rail. Per questo, ora, un dirigente del del dipartimento Mobilità e trasporti Comune di Roma rischia un processo per omicidio colposo.

E’ una vicenda che, dal punto di vista giudiziario, inizia una mattina di ottobre 2011 quando Daniele Petricola precipita e muore con la sua auto nel tratto compreso tra via Salaria e il viadotto sopra il Tevere, all’altezza di Tor di Quinto. Un incidente come tanti, un guard rail che non c’è e che probabilmente avrebbe impedito la caduta.

Ma stavolta c’è qualcosa di diverso. Perché indagando sulla dinamica dell’incidente i pm si accorgono che dal 2004, sette anni prima dell’incidente mortale, il ministero aveva chiesto al Comune di installare un guard rail proprio in quel tratto. Per sette anni la pratica è rimasta sepolta nel cassetto di un dirigente del Comune. E ora, due anni dopo la morte del ragazzo, l’inchiesta è partita davvero. Con probabile processo a carico del funzionario che quella pratica, in sette anni, non ha mai preso in mano.

 

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