Roma come Napoli? Malagrotta chiude a dicembre, discarica e veleni

Pubblicato il 27 Settembre 2011 23:13 | Ultimo aggiornamento: 27 Settembre 2011 23:13

ROMA – Dovrebbe chiudere il 31 dicembre la discarica di Malagrotta a Roma, ma da Capodanno potrebbe diventare una nuova Napoli per la “monnezza”. Inoltre è stato diffuso un dossier dell’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ha svelato il rischio di disastro ambientale a seguito dell’alto inquinamento di tutta la zona dove ha sede da trent’anni il centro per la raccolta rifiuti.

Lo studio è stato commissionato dal Ministero dell’Ambiente e questa mattina esponenti dei Verdi hanno consegnato lo studio integrale, circa 700 pagine, alla presidenza della Regione Lazio. L’indagine Ispra ha riguardato il terreno, l’aria e il sottosuolo dell’intera area denominata Rio-Galeria, dove si trova la discarica di Malagrotta.

“I contributi piu’ significativi alla contaminazione della falda – si legge nella lettera inviata nel luglio scorso dal Ministero dell’Ambiente a tutti gli enti interessati e che fa riferimento al dossier dell’Ispra – sono rappresentati da un ampio spettro di contaminanti. Tra questi, maggiormente diffusi metalli e metalloidi, quali arsenico, ferro, manganesio e nichel, altre sostanze inorganiche quali il boro ed idrocarburi aromatici, principalmente benzene, composti clorurati cancerogeni, clorobenzeni, fenoli e idrocarburi”.

“I dati ottenuti dall’indagine svolta dall’Ispra – scrive il Ministero – oltre a confermare i risultati dei monitoraggi di Arpa Lazio che rilevano una diffusa contaminazione da metalli e composti organici delle acque sotterranee, sia interne che esterne al polder, sembrano delineare, con un discreto livello di confidenza, possibili effetti di miscelamento tra le acque sotterranee oggetto di indagine e il percolato di discarica come fonte inquinante”.