Roma. Nigeriani picchiano autista bus: gli aveva chiesto di pagare il biglietto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 settembre 2013 12:10 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2013 12:14

Roma. Nigeriano picchiano autista bus: gli aveva chiesto di pagare il bigliettoROMA – Hanno preso a calci e pugni l’autista del bus 170 a Roma, lanciandogli addosso anche un passeggino che avevano con loro, reo di avergli chiesto di obliterare il biglietto. Sei nigeriani, tra cui due donne incinta e un bimbo, sono stati denunciati per resistenza e violenza a incaricati di pubblico servizio. Solo qualche giorno fa, sempre a Roma, un autista del bus 105 era stato picchiato da tre nomadi per lo stesso motivo.

Episodi che vedono immigrati protagonisti di violenze e di illeciti e che non aiutano il difficile compito dell’integrazione degli stranieri in Italia. Il lavoro del ministro Cecile Kyenge, alla luce delle vicende di cronaca, diventa sempre più delicato e complicato. Ministro per l’Integrazione, questo il suo incarico nel governo di Enrico Letta, incarico che richiede un processo di integrazione culturale che è lungo e difficile, e non può essere risolto solo con slogan anti razzisti e retorica fine a sé stessa.

A complicare la già delicata questione dell’integrazione è la cronaca di quanto accade e che ha protagonisti immigrati. L’ultima storia arriva da Roma e la racconta il Corriere della Sera:

“Ieri (7 settembre, ndr), alle 12, il controllore – di 45 anni – è stato ferito sul 170 mentre il bus transitava per piazza Esedra. Con lui c’era un collega intervenuto per bloccare la furia di un gruppo di nigeriani – almeno sei persone, fra cui due incinta – alcuni dei quali non avevano obliterato i biglietti. Il parapiglia è proseguito fino al capolinea alla stazione Termini dove i tre se la sono presa anche con un capo ispettore Atac che voleva identificarli”.

Solo l’intervento dei carabinieri ha permesso di fermare l’aggressione, che non è l’unica avvenuta a Roma negli ultimi giorni:

“Il loro collega del 105 si è invece riservato di denunciare i nomadi che l’hanno aggredito anche se i carabinieri hanno già identificato i responsabili dell’episodio”.

Due episodi che vedono protagonisti stranieri e che non rendono così facile il compito del ministro Kyenge. Non solo gli stranieri,  ma anche gli evadono il costo dei biglietti dei bus e si lasciano andare a comportamenti violenti. Ma la percezione che deriva da tali episodi crea un clima teso tra la popolazione, che slogan contro il razzismo e semplici parole non potranno sedare se non sostenuti da fatti concreti e vera integrazione culturale e sociale.