Roma, per 30 anni usa il nome di un altro: multe, furti e persino moglie e figlia con falsa identità

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 aprile 2018 15:01 | Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2018 15:01
Roma, per 30 anni usa il nome di un altro: multe, furti e persino moglie e figlia con falsa identità

Roma, per 30 anni usa il nome di un altro: multe, furti e persino moglie e figlia con falsa identità

ROMA – Per trent’anni ha vissuto con il nome di un altro uomo, quello dell’ex cognato, a cui sono arrivate le multe e persino i problemi legati al matrimonio e alla figlia.

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L’uomo, un cinquantenne, è stato alla fine scoperto e mandato a giudizio con l’accusa di furto d’identità. Secondo quanto racconta il Messaggero, 

non appena c’era da sfuggire a una contravvenzione, tirarsi fuori da un guaio, accollare un reato, R. F., classe 1959, di casa a Primavalle, si presentava a nome di un altro, G.A. un lontano parente acquisito nato a Napoli nel 1960 e residente nel Pavese.

Con questo nome convolò anche a nozze con una donna finlandese. E questo è stato il cognome che diede alla figlia. Così, prosegue il racconto del quotidiano romano,

il suo alter ego si è ritrovato senza volerlo bigamo e con prole a carico. A fare le spese della vita a scrocco, la vittima ovviamente, assillata per anni, anzi decenni, innanzitutto da multe. Perché il signor Fasani, ora irreperibile, non amava viaggiare in treno e in pullman pagando i biglietti e ogni volta che veniva pizzicato si prodigava a dire: “Mi chiamo G.A., scusatemi non ho documenti nel portafoglio”.

Ovviamente nella realtà toccava al vero G. A. ogni volta dover cercare testimoni che provassero che non era lui ad aver commesso quello di cui veniva accusato, che le multe avevano il suo nome ma non era lui ad essersele procurate. Ad un certo punto è emerso persino il furto di una Cinquecento e l’acquisto di un Rolex con assegno scoperto firmato con il nome del povero ignaro.

Solo a quel punto la vittima ha denunciato. E alla fine si è scoperto che il ladro d’identità era l’ex marito della sorella della vittima, che non vedeva appunto da più di trent’anni.