Roma, nonni ribelli occupano centro anziani di via Cassia: “Virginia ci aiuti”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 luglio 2018 18:38 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2018 18:41
Roma, nonni ribelli occupano centro anziani di via Cassia: "Virginia ci aiuti"

Roma, nonni ribelli occupano centro anziani di via Cassia: “Virginia ci aiuti”

ROMA – “Virginia aiutaci tu”. Così un nutrito gruppo di nonni ribelli ha forzato i lucchetti del centro anziani di via Cassia a Roma e lo ha occupato. Stanchi di aspettare che la burocrazia facesse il suo corso, si sono ripresi la struttura che il XV Municipio aveva chiuso per inagibilità. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] L’atto di forza è stato accolto da un fragoroso applauso e poi suggellato da uno striscione di ben 20 metri: “Gli anziani si riprendono il centro“.

E’ lì che ballavano, giocavano a carte o a bocce, parlavano tra di loro. Fino al 22 maggio quando il centro anziani è stato chiuso per inidoneità. Gli oltre 300 tesserati hanno perso così il loro punto di riferimento che, seppure in una tensostruttura, permetteva loro di incontrarsi. Oggi gli anziani, armati di tronchesi e di tanta voglia di fare, promettono: “Non ce ne andremo fino a quando non sarà trovata una soluzione”.

“L’ufficio tecnico è andato a verificare – spiega il minisindaco del XV Municipio, Stefano Simonelli (M5S) – se effettivamente sono stati forzati i lucchetti. Verificheremo nuovamente se ci sono le condizioni di sicurezza dello stabile. Vedremo se si può fare qualcosa per poter rendere agibile la tensostruttura. L’appalto è partito, adesso si deve riunire la commissione per vagliare le offerte. Appena ci sarà l’aggiudicatario, partiranno i lavori che finiranno entro l’anno. In ogni caso, stiamo valutando tutte le possibili alternative nel caso in cui non sarà possibile riaprire il centro. Ricordo che in questi mesi le attività sono state spostate in altri centri anziani. Invito tutti alla calma, la mia preoccupazione è che di fronte a situazioni complesse ed annose si rischia che, seguendo la pancia anziché la testa, si facciano cose che si tramutano in boomerang”.

Ma intanto i nonni non mollano: “Abbiamo fatto delle migliorie nella struttura a spese nostre – dice uno di loro – perché è diventato inagibile? Quelle catene, quei lucchetti ci offendono, toccano la nostra dignità. Chiediamo a tutti di aiutarci. Alla sindaca Raggi diciamo che non capiamo questa posizione così rigida. Il consiglio ha deliberato che la chiusura è illegittima perché non vi è nessun provvedimento. Vogliamo solo stare insieme qui per i giorni che ci restano, non chiediamo la luna”.