Nonno spara per sbaglio al nipotino di 7 anni a Roma: dichiarata la morte cerebrale del piccolo

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Agosto 2020 21:28 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2020 7:58
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Nonno spara per sbaglio al nipotino di 7 anni a Roma: dichiarata la morte cerebrale. Nella foto Ansa i rilievi della Polizia nella casa del nonno

Una tragica fatalità. Un nonno che ferisce in modo gravissimo un nipote di appena 7 anni per il quale i medici hanno dichiarato la morte cerebrale.

Nonno spara al nipotino di 7 anni. Il colpo è partito, sembra in modo fortuito, da una pistola usata per la caccia. Il piccolo è stato ora giudicato morto cerebralmente dai medici dell’ospedale Umberto I di Roma.

Il nonno aveva da tempo quest’arma. Era regolarmente denunciata come altre armi che utilizzava per la caccia.

Teatro del dramma un appartamento in via Sillaro, a Roma dove il piccolo si era recato da Palombara Sabina assieme al padre per una visita al nonno 76enne.

La ricostruzione degli agenti del commissariato di Fidene

In base a quanto ricostruito dai poliziotti del commissariato Fidene, coordinati dai pm della Procura che sulla vicenda hanno avviato un procedimento che verrà rubricato con il reato di omicidio colposo, lo sparo sarebbe partito per errore dalla pistola.

Si tratta di una calibro 9 che il nonno era forse intento a pulire.

Il proiettile si è andato a conficcare nella nuca del bambino. Il fatto è avvenuto intorno alle 10.30. Il padre del piccolo, che al momento dello sparo si trovava in una altra stanza, ha immediatamente chiamato il 118 ma le condizioni del piccolo sono apparse subito gravissime.

La corsa in ospedale

La corsa in ospedale e l’immediato intervento neurochirurgico nel tentativo di salvargli la vita.

Il bimbo è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva ma il quadro clinico era ormai compromesso.

I medici del policlinico Umberto I, nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 13 agosto, hanno dichiarato la morte cerebrale.

Il nonno, nelle ore successive ai fatti è stato ascoltato dagli inquirenti.

Il 76enne ha ricostruito con gli inquirenti nei minimi dettagli quanto accaduto all’interno dell’appartamento ed è apparso sotto choc.

Tutti gli elementi raccolti hanno confermato che si è trattato non di un gesto volontario ma di una assurda fatalità (fonte: Ansa).