Roma, omicidio alla Camilluccia: Silvio Fanella ha fatto accomodare i killer

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2014 10:18 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2014 10:19
Silvio Fanella

Silvio Fanella

ROMA – Silvio Fanella credeva davvero che quelli che avevano appena suonato alla porta di casa fossero finanzieri. Ma gli sono bastati pochi minuti per capire che avevano ben altre intenzioni.

Fanella è l’uomo ucciso a Roma il 3 luglio scorso nell’appartamento di proprietà della cugina alla Camilluccia dove scontava i domiciliari. Era considerato il “cassiere” del tesoro di Gennaro Mokbel e chi ha sparato proprio a quel tesoro, probabilmente, mirava.

Giovanni Battista Ceniti, 29enne ex militante di Casapound, è accusato di essere uno degli autori dell’omicidio. La dinamica di quella mattina è stata ricostruita nei verbali dei magistrati, in parte pubblicati dal Messaggero:

«La mattina del 3 luglio due o tre persone hanno suonato al campanello dell’appartamento dove risiedeva la vittima. Erano presenti, oltre alla vittima, la cugina e i suoi due figli di sei e otto anni. La porta dell’abitazione è stata aperta da Fanella, svegliato dal campanello». Inzialmente, Fanella sembra credere ad un normale controllo: «I tre uomini, qualificatisi come appartenenti alla Guardia di finanza, sono stati fatti accomodare da Fanella nel soggiorno dell’abitazione ma, dopo alcuni minuti, la conversazione ha assunto i toni di una discussione animata tanto da indurre la cugina ad affacciarsi, ricevendo l’intimazione di scappare perché gli uomini lì presenti lo volevano uccidere. La donna ha notato – continua il gip – che il cugino era per terra e due o tre persone erano sopra di lui; ha notato che mentre suo cugino le gridava di scappare una mano impugnava una pistola. La donna ha preso i figli e si è nascosta chiudendo a chiave la porta, ha udito alcuni colpi di arma da fuoco. Cessati i rumori è uscita e ha contattato il 118, poiché il cugino, disteso nel bagno vicino alla porta d’ingresso, non dava segni di vita».