Roma. Picchia a sangue vicino che si lamentava del cane: condannato a 5 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 10:16 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 10:16
Roma. Picchia a sangue vicino che si lamentava del cane: condannato a 5 anni

Roma. Picchia a sangue vicino che si lamentava del cane: condannato a 5 anni

ROMA – Si è lamentato dei bisogni del cane dei suoi vicini di casa e loro hanno replicato picchiandolo a sangue, con calci e pugni fino a lasciarlo in terra. L’uomo è arrivato in ospedale con naso fratturato e trauma cranico e una prognosi di 46 giorni. Ora il vicino che lo ha aggredito e picchiato è stato condannato a 5 anni di carcere per lesioni gravi e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Condannati anche i nipoti dell’aggressore, che lo hanno spalleggiato e incitato, a 4 anni di carcere e 5 di interdizione.

Adelaide Pierucci sul Messaggero scrive che l’uomo picchiato si era lamentato del fatto che il cane dei vicini facesse i suoi bisogni proprio davanti al cancello della sua casa:

“I fatti risalgono all’autunno 2009. Il vicino di casa di Gianfranco P., stufo di dover spazzare in continuazione i bisogni lasciati da quel cane davanti al suo cancello, si era lamentato con la proprietaria: «Signora, stia più attenta al suo animale». La risposta era arrivata all’istante: con una scarica di botte. Il marito della donna, infatti, era subito sceso in strada per farle da spalla, per di più aiutato dai nipoti. Tutti accorsi alle urla di lei: «Falla finita, altrimenti sotto casa tua i bisogni li faccio pure io». Nello stesso istante il vicino che aveva provato a lamentarsi era stato aggredito dai tre uomini, riportando appunto ferite alla bocca, alle gengive, alle mani, fratture al naso e lividi su tutto il corpo, guarite dopo oltre 40 giorni.

«Ho pensato di morire» ha raccontato in aula. All’uomo non era bastato il tentativo di salire di corsa in macchina per evitare l’aggressione. Era stato trascinato fuori e picchiato di nuovo. Il pm aveva quindi contestato ai tre aggressori, oltre alle lesioni, anche l’aggravante dei futili motivi, riconosciuti ieri dal giudice monocratico Ranazzi. La vittima, assistita dall’avvocato Domenico Affiniti, ha preferito non commentare la sentenza: «Mi sono affidato alla giustizia, ora voglio solo dimenticare»”.