Roma, rubate pietre d’inciampo in memoria degli ebrei. Raggi: “Inaccettabile, sono indignata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2018 14:04 | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2018 14:04
Roma, rubate pietre d'inciampo: sfregio a memoria degli ebrei

Roma, rubate pietre d’inciampo in memoria degli ebrei. Raggi: “Inaccettabile, sono indignata” (Foto Ansa)

ROMA – Le pietre d’inciampo in memoria degli ebrei nel rione Monti di Roma sono state strappate dal selciato. Venti pietre che dovevano servire a ricordare i cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento e che erano state realizzate dall’artista tedesco Gunter Demnig sono sparite. A denunciare l’accaduto è l’associazione Arte in Memoria che parla di un “attacco fascista”. Anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi, si è detta indignata.

Il sindaco di Roma, Virginia raggi, ha commentato su Twitter: “Inaccettabile il furto di 20 pietre d’inciampo, realizzate in memoria dei cittadini ebrei deportati nei campi di concentramento, nel rione Monti. Un gesto che condanno con forza e profonda indignazione. La memoria esige rispetto”. Adachiara Zevi, presidente dell’Associazione Arte in Memoria, parla di un “attacco fascista”: “E’ un attacco inaudito di fascismo e di antisemitismo fatto da gente che non scherza e purtroppo un governo come quello che abbiamo, che aizza all’odio per il diverso, legittima questi atti”.

Le pietre, posizionate sul selciato il 9 gennaio 2012 dall’artista tedesco Gunter Demnig, erano state richieste da Giulia Spizzichino, sopravvissuta alla Shoah, per onorare la memoria della famiglia Di Consiglio, e finanziate dalla Comunità ebraica di Roma. La Spizzichino, scomparsa nel 2016, discendeva infatti dalla famiglia di Mosè e Orabona Di Consiglio, in quanto la madre Ester era una dei 10 figli della coppia. La famiglia fu tra le più colpite a Roma, non solo nella razzia al Ghetto del 16 ottobre del ’43, ma anche nella retata del 21 marzo 1944: più di 20 persone vennero deportate ad Auschwitz o trucidate nelle Fosse Ardeatine.

“E’ a rischio la nostra democrazia, proprio alla vigilia del Giorno della Memoria. Sono stravolta, è una cosa inenarrabile: questo atto è la messa in pratica e la conseguenza delle minacce che l’Associazione e io stessa come presidente abbiamo ricevuto nel luglio scorso. Ma queste pietre continuano a dire la verità a tutti coloro che passano”, ha proseguito la Zevi, che con la sua associazione dal 2012 si occupa dell’installazione delle pietre d’inciampo (a Roma ne sono state collocate circa 200).