Cronaca Italia

Roma, processo a Raffaele Marra: la difesa rinuncia a Virginia Raggi come testimone

Roma, processo a Raffaele Marra: la difesa rinuncia a Virginia Raggi come testimone

Roma, processo a Raffaele Marra: la difesa rinuncia a Virginia Raggi come testimone

ROMA – Virginia Raggi non testimonierà al processo nei confronti di Raffaele Marra, suo ex braccio destro al Comune di Roma, e dell’immobilitarista Sergio Scarpellini, accusati di corruzione per funzione. Nell’udienza del 14 settembre i difensori di Marra, ex capo del personale del Campidoglio, hanno presentato la lista dei testimoni e quello del sindaco di Roma non compare.

Secondo i legali, Francesco Scacchi e Fabrizio Merluzzi, la Raggi che è coinvolta in un’altra inchiesta insieme con Marra per la nomina alla Direzione turismo del fratello di quest’ultimo, Renato, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. Gli avvocati, in sostanza, non vogliono rischiare di perdere una testimonianza avendone a disposizione solo cinque.

Il nome della Raggi come possibile testimone del processo fu fatto il 30 maggio scorso. Per gli avvocati di Marra la testimonianza della sindaca sarebbe stata utile poiché, spiegarono, in quanto

“ex datore di lavoro di Marra, può aiutarci a dimostrare come il rapporto tra il nostro assistito e Scarpellini sia stato sempre corretto e trasparente, ossia privo di pressioni a beneficio dell’immobiliarista”.

Alla notizia che sarebbe comparsa in aula, la Raggi commentò:

“Il dovere di testimonianza è previsto dal codice e quindi andrò lì come previsto dalla legge”.

Arrestati il 16 dicembre dello scorso anno ed attualmente in libertà, Marra e Scarpellini devono rispondere, davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Roma, di una presunta tangente. Scarpellini, secondo l’accusa, avrebbe versato a Marra, nel 2013, 370mila euro per l’acquisto di una casa nella zona dei Prati Fiscali.

Per la procura quella dazione di danaro era funzionale all’ottenimento di favori. Entrambi gli imputati hanno sempre respinto l’accusa sostenendo che costituiva un semplice prestito.

“Quei soldi – spiegò l’ex capo del Personale del Campidoglio – erano per mia moglie. Il denaro sarebbe stato restituito, io ho fatto solo da mediatore e mi sono rivolto a un amico per avere quella cifra”.

“Marra non avrebbe potuto fare nulla per me quando era al Comune di Roma – disse l’immobiliarista -, non sapeva nulla dei miei rapporti professionali con il Campidoglio”.

Nell’udienza di giovedì sono stati sentiti tre testimoni citati dalla difesa dello stesso Scarpellini. Il processo riprenderà il 19 settembre.

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