Roma, procuratore Pignatone: “Con Alemanno l’apice di Mafia Capitale”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2015 19:27 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2015 19:27
Roma, procuratore Pignatone: "Con Alemanno l'apice di Mafia Capitale"

Roma, procuratore Pignatone: “Con Alemanno l’apice di Mafia Capitale”

ROMA – Mafia Capitale tocca il suo apice negli anni di Alemanno sindaco: a dirlo è Giuseppe Pignatone, procuratore di Roma che mercoledì mattina ha parlato per due ore davanti alla Commissione parlamentare sul fenomeno dell’immigrazione. Le sue parole sfiorano, inevitabilmente, l’inchiesta romana visto che alcuni arrestati di Mafia Capitale avrebbero fatto affari propri grazie agli immigrati e agli appalti sull’accoglienza.

L’udienza è a porte chiuse ma Huffington Post ha pubblicato una sintesi del senso delle parole di Pignatone:

Poi sono arrivate, inevitabili, le domande sulla giunta di Roma, il rischio delle infiltrazioni mafiose e il coinvolgimento o meno dello staff di Marino. “Non chiedete a me, io sono un magistrato e non un politico”. Il magistrato però ha riflettuto e fatto riflettere sul fatto che “Carminati, il cuore del sodalizio criminale, spadroneggia con Alemanno ma è costretto poi a passare la mano a Buzzi con l’arrivo di Marino in Campidoglio”.

Fonti della Commissione riferiscono che Pignatone avrebbe insistito sul fatto che “Mafia capitale ha l’apice della sua infiltrazione nell’amministrazione capitolina nell’era Alemanno”. L’ex sindaco amico di gioventù di Panzironi e degli altri dirigenti da lui nominati a capo di varie partecipate, è infatti indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. E con lui altre 17 persone nessuna delle quali però è stata nominata da Marino.