Roma, procuratore Pignatone difende accusa di mafia. Il miliardo evaso in Cina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Dicembre 2014 11:22 | Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre 2014 11:22
Roma, procuratore Pignatone difende accusa di mafia. Il miliardo evaso in Cina

Roma, procuratore Pignatone difende accusa di mafia. Il miliardo evaso in Cina

ROMA – Roma, procuratore Pignatone difende accusa di mafia. Il miliardo evaso in Cina. Intervistato dal Sole 24 ore, il capo della procura di Roma spiega il perché del reato del vincolo associativo mafioso con cui ha messo sotto accusa la presunta holding criminale definita Mafia Capitale. E difende la scelta da chi critica l’estensione del termine mafia a realtà territoriali diverse da quelle del suo radicamento storico:

L’Italia è un Paese libero, ogni opinione è legittima. Ho colto, specie i primi giorni, qualche scetticismo sulla reale pericolosità del cosiddetto ‘mondo di mezzo’, ho anche letto qualcosa a proposito di schemi penali adatti a certe aree del Paese, ma non a comprendere la realtà romana. Per noi contano solo le decisioni dei giudici, ma forse è bene dissipare qualche equivoco.

Nessuno ha paragonato la pericolosità dell’associazione guidata da Massimo Carminati, peraltro oggi al 41 bis, a quella di Cosa nostra o della ‘ndrangheta. Però, per il nostro Codice l’associazione di tipo mafioso non è solo quella con centinaia di affiliati, che controlla militarmente il territorio e ricorre in ogni occasione all’esplosivo o alla lupara.

L’elemento decisivo è il metodo mafioso, la forza di intimidazione del vincolo associativo, il sapere che un soggetto è pronto a usare la violenza e che ciò condizioni la volontà, determini le scelte di chi entra in contatto con lui. È quanto riteniamo stesse avvenendo a Roma, da anni.

Tanto per essere ancora più chiari, il nostro lavoro di magistrati non potrà che deludere le aspettative di due opposti estremismi: quelli che, pregiudizialmente, coltivano un approccio “mitizzante”, per cui le mafie dominerebbero su Roma e quelli, invece, altrettanto pregiudizialmente impegnati a sostenere un modello “riduzionista”, per ridimensionare o addirittura banalizzare quanto fin qui emerso. (Lionello Mancini, Sole 24 Ore)

Pignatone, mentre allontana da sé il sospetto di aver procurato uno spettacolare danno d’immagine alla città e spiega il grado di pericolosità delle attività criminali pur in assenza di un contesto di ammazzamenti e sentenze a suon di lupara, cita un clamoroso caso di riciclaggio ed evasione fiscale occorso negli ultimi due anni.

A Roma la mafia non spara, fa affari e investe. Ma da cittadino, sarei altrettanto allarmato dal fatto che corruzione, criminalità economica ed evasione fiscale sono a livelli di guardia: solo pochi giorni fa abbiamo scoperto un gigantesco riciclaggio che in due anni ha trasferito in Cina oltre un miliardo di euro, completamente nascosti al Fisco. Certo, se poi questi fenomeni si intrecciano con quello mafioso, il pericolo aumenta in modo esponenziale.  (Lionello Mancini, Sole 24 Ore)