Roma, “psicofarmaci e maltrattamenti nel centro disabili”. La denuncia dei genitori

di Giulia Cerasi*
Pubblicato il 8 Ottobre 2010 14:45 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2010 14:45

Soli, imbottiti di psicofarmaci, in condizioni igieniche precarie. Questa era la sorte di trentacinque disabili ospitati nel centro diurno di terapia riabilitativa intensiva per l’autismo di via Sbricoli, a Roma. O forse, sarebbe meglio chiamarlo lager. Un lager gestito dal Consorzio Ri. Rei e sovvenzionato completamente dalla Regione Lazio. La denuncia arriva dai membri dell’Agud, l’associazione genitori utenti disabili, che insieme ad alcuni militanti di CasaPound hanno organizzato un blitz per controllare di persona le condizioni dei propri figli.

Le prove si accumulavano ormai da mesi: i ragazzi da tempo tornavano a casa in strane condizioni, rintontiti, con lividi sul corpo, sporchi. “Imbottiti di psicofarmaci, maltrattati e abbandonati a loro stessi”, accusano i genitori. Così, visto che le mamme senza un’autorizzazione non potevano entrare nel centro, hanno deciso di utilizzare le maniere forti e mercoledì hanno fatto irruzione.

“La prima stanza nella quale abbiamo provato ad entrare era chiusa a chiave – racconta Antonietta De Masi, una delle mamme presenti – dentro c’era una ragazza, da sola. Nella seconda stanza c’era un ragazzo sdraiato su un tappeto, per terra: era intontito, forse per l’effetto dei farmaci, e di fronte aveva altri due disabili che lo fissavano. Nella terza stanza c’era un ragazzo che si teneva le mani in bocca, e se le tormentava. Insomma, questa è la terapia riabilitativa intensiva che fanno i nostri figli: li lasciano a non far nulla per ore, li fanno avvilire. Tornano a casa peggio di come stavano”.

“I medici non possono farci entrare, dicono, perché così prevede la terapia – spiega Annamaria Zizzi, mamma di Roberto che ha 20 anni – ma noi siamo disperate, non sappiamo cosa succede ai nostri figli ormai sempre intontiti e assenti”.  Le accuse, durissime, sono state formalizzate in 65 denunce che le famiglie hanno inviato alla Procura della Repubblica di Roma.

“Gli danno gli psicofarmaci, tutti prescritti dal neurologo interno, perché non riescono a gestirlo il centro – denuncia Aurelia Fiorini – Ma fino a qualche anno fa non era così. Mio figlio tornava a casa normale, ora invece è come uno zombie”.

Maltrattamenti, sevizie e uso di psicofarmaci si aggiungono a pasti scadenti, carenza di personale, pulmini per il trasporto inadeguati. “Mia figlia ha trent’anni, non parla – racconta De Masi -. Ma loro non se ne occupano, nonostante le mie richieste di portarla in bagno, nonostante io la mandi al centro con il cambio, non la portano in bagno e non la cambiano. Le sono venute le piaghe, l´ho tenuta a casa 15 giorni per farla guarire. Sono dei barbari e sono anni che va avanti così, ora se ne devono andare”

“Calunnie gravissime e non meno lo è l’irruzione nel centro – risponde Rossana Varrone, amministratore di Ri. Rei -. I Nas hanno fatto ieri tutte le ispezione e non ci sono irregolarità. Inoltre sono i medici a stabilire le terapie. Se i genitori non sono convinti di come trattiamo i disabili possono scegliere di non portarli più”.

* Scuola di Giornalismo Luiss