Roma, ragazzina disabile picchiata a scuola. Bulli le dicevano: “Fai schifo, malata”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 5 Luglio 2019 11:29 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2019 11:29
Roma, ragazzina disabile vittima bullismo scuola: cosa le dicevano

Roma, ragazzina disabile picchiata a scuola. Bulli le dicevano: “Fai schifo, malata”

ROMA – Andare a scuola per una ragazzina disabile di una scuola superiore di Cinecittà, a Roma, era diventato un vero incubo. Due compagni di classe la perseguitavano con insulti, umiliazioni e anche botte. Una situazione insostenibile, coi ragazzini che la apostrofavano come “handicappata” e le dicevano “Che ti guardi malata, fai schifo”. I genitori della ragazzina hanno denunciato l’accaduto e la Procura dei minori di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di stalking nei confronti dei due adolescenti

A raccontare la triste vicenda e gli episodi di bullismo è Giuseppe Scarpa in un articolo sul Messaggero. Il giornalista riferisce che Paola, nome di fantasia della ragazzina, tentava invano di sfuggire alle vessazioni sia verbali che fisiche dei due ragazzini, che la perseguitavano ogni mattina non appena entrava in classe. Anche le crisi epilettiche di cui la giovane vittima soffre erano motivo di derisione. Quando la ragazzina aveva le convulsioni, i due ragazzini le dicevano: “Ecco la sceneggiata chi vuole vedere lo spettacolo paghi il biglietto”, riferisce il giornalista.

Dopo tanti insulti, sono arrivate le aggressioni fisiche. Secondo le accuse dei genitori della ragazzina, i due compagni di classe approfittavano del cambio dell’ora tra un insegnante e un altro per spintonarla e schiaffeggiarla. In un’altra occasione, invece, le avrebbero fatto uno sgambetto mentre camminava per il corridoio, facendola cadere tra le risate collettive dei presenti. Infine, le avrebbero tirato una sedia. 

 Eugenio Pini, l’avvocato del Centro Nazionale contro il bullismo Bulli Stop a sostegno della famiglia della ragazzina, ha dichiarato al Messaggero: “Il fenomeno del bullismo deve essere contrastato non solo nelle aule di giustizia ma anche con dei processi di sensibilizzazione nelle scuole”. E nella denuncia depositata alla Procura dei minori si legge: “Nel contesto generale di offensività si sono mostrati maggiormente incisivi due compagni di classe che mediante il compimento di condotte preordinate a soverchiare la vittima a tiranneggiarla e prevaricarla, hanno progressivamente minato l’autostima di Paola”. (Fonte Il Messaggero)