Roma, carcere di Regina Coeli: aggredisce altri detenuti e ferisce sei poliziotti

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 dicembre 2018 2:11 | Ultimo aggiornamento: 15 dicembre 2018 2:26
Regina Coeli

Roma, carcere di Regina Coeli: aggredisce detenuti e ferisce sei poliziotti (foto Ansa)

ROMA  – Nella tarda serata di venerdì 14 dicembre, presso il reparto psichiatrico della Casa Circondariale di Roma Regina Coeli dove si trovano circa venti detenuti, un giovane africano in carcere per oltraggio e lesioni, dopo una colluttazione tra detenuti si rifiutava di andare presso l’infermeria per le cure e agli inviti del personale di Polizia Penitenziaria ha reagito con pugni al volto dell’ispettore presente e poi ha aggredito altri Poliziotti Penitenziari con calci e morsi.

Ciò nonostante i Poliziotti Penitenziari sono riusciti ad accompagnarlo al reparto isolamento ma anche lì il giovane ha aggredito il personale ed il bilancio della serata alla fine era di sei poliziotti penitenziari accompagnati in ospedale per ferite di varia gravità tra cui l’Ispettore aggredito per primo con probabili fratture al volto.

A dare la notizia è l’O.S.A.P.P. Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria per voce del Segretario Generale Leo Beneduci che afferma: “E’ questa la situazione delle carceri Italiane e né i Soloni dell’Amministrazione Penitenziaria Centrale, il D.A.P., né il Ministro della Giustizia Bonafede sembrano rendersi conto che i Poliziotti Penitenziari italiani non sono adeguatamente retribuiti e forniti degli strumenti professionali e tecnici necessari ad affrontare ogni giorno offese, minacce e lesioni di vario genere provenienti da detenuti che se non hanno alcunché da perdere sono comunque giustificati dal fatto di vivere nel carcere benché in condizioni di grave e comprovato disagio psichiatrico”.

Prosegue Beneduci: “Il grave errore compiuto dalla politica negli anni scorsi di attribuire a poche e inesistenti Rems sul territorio, dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, l’onere di allocare detenuti affetti da infermità psichiatrica con il risultato di riversarne migliaia nelle carceri ordinarie e con il conseguente tributo in danno dell’incolumità fisica dei Poliziotti Penitenziari fa il paio con l’incompetenza e il pressappochismo dell’attuale politica che non sa neanche lontanamente come affrontare la continua emergenza carceraria e non dota i Poliziotti Penitenziari di strumenti di prevenzione e di difesa”.