Roma coprifuoco: non buttate rifiuti, non cercate bus e metro, non mandate a scuola

di Lucio Fero
Pubblicato il 24 Ottobre 2019 11:31 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2019 13:26
Roma coprifuoco 25 ottobre: non buttate rifiuti, non cercate bus e metro, non mandate a scuola

Roma si prepara allo sciopero di venerdì 25 ottobre (foto Ansa)

ROMA – Roma coprifuoco, praticamente una sorta di coprifuoco diurno quello allestito e pronto per la città e i suoi abitanti. Coprifuoco diurno per venerdì 25 ottobre. E forse ci si mette anche la pioggia perché…piove sul bagnato.

Roma coprifuoco perché scioperano i dipendenti di tutte le aziende municipalizzate e partecipate dal Comune di Roma. Il che vuol dire circa 40 mila dipendenti, come e più di una grandissima fabbrica (poco meno della metà dei dipendenti Fiat in Italia).

Scioperano i dipendenti dell’Ama, la società addetta (mediamente con pessimi risultati) alla raccolta e smaltimento rifiuti. I cittadini di Roma sono stati invitati a non buttare i rifiuti nei cassonetti venerdì 25. Insomma a tenersi l’immondizia in casa. Perché nessuno raccoglierà i rifiuti. La notizia è stata accolta senza panico, a Roma sono abituatissimi: i rifiuti ciascun romano sotto casa sua li vede raccolti un giorno sì e due no in media.

Non buttate i rifiuti, teneteveli in casa. Ma Roma coprifuoco non finisce certo qui. Prosegue con un non cercate bus o metro. Non li troverete funzionanti o, qualora trovaste qualche pubblico mezzo di trasporto in giro, sarebbe stato meglio non trovarlo: potrebbe lasciarvi a piedi o in stazione. Si sovrappongono gli scioperi indetti dai sindacati di categoria con quelli, rincarati di dose, dei sindacati cosiddetti di base.

Non buttate i rifiuti, non cercate metro e bus. E, ovviamente, non andate negli uffici del Comune o Municipi per nessuna pratica, documento, servizio. Sportelli chiusi o aperti a singhiozzo a larghi spazi tra un singulto e l’altro.

E le scuole? Tecnicamente la maggior parte delle scuole non sono sotto la giurisdizione del Comune e quindi dovrebbero essere aperte e funzionanti. Ma scioperano gli addetti alle pulizie delle scuole, in forse i servizi mense e senza bus e metro (magari sotto acquazzone) arrivare a scuola sarà assai complicato. E più di una scuola darà di fatto forfait e molte famiglie rinunceranno all’impresa.

Roma coprifuoco in un venerdì d’ottobre. Blocchiamo la città dicono i sindacati dei lavoratori delle aziende pubbliche della Capitale. Bloccarla Roma non ci vuol molto, già di suo ha ormai un passo molto esitante nelle giornate normali. Anzi giornate normali per una metropoli Roma è da tempo che non ne ha perché ogni servizio pubblico è precario, incerto, sotto standard, non garantito, spesso negato.

Bloccarla Roma non ci vuol molto, salvarla Roma è altra questione. Salvarla da tre anni di non governo o peggio quello della Giunta Raggi. Salvarla da se stessa Roma, dall’anarchia rancorosa e dalla prepotenza vittimista che sembrano diventati il calibro di ogni comportamento e relazione sociale.

Ma i sindacati che oggi bloccano Roma non hanno nel, per così dire, mansionario sindacale il compito e la competenza per salvare un interesse generale e collettivo. Infatti scioperano per salvare aziende decotte, in eterna perdita economica, in conclamata inefficienza e inadempienza per quel che riguarda i servizi forniti, in macroscopica obesità di personale, assenteismo, clientelismo. La Raggi e il Comune di Roma da lei diretto sono un esempio, quasi un unicum planetario di orgogliosa e tignosa capacità al nulla o al peggio, ma chi oggi sciopera all’insegna del giù le mani da Atac, Ama, Roma Metropolitane e le altre cento…Atac, Ama, Roma Metropolitane e le altre cento non si toccano non è la cavalleria dei buoni che arriva a salvare la città.