Roma. Partigiana a scuola? Preside dice no, studenti e Anpi protestano

Pubblicato il 10 Maggio 2012 14:06 | Ultimo aggiornamento: 10 Maggio 2012 14:06

ROMA – Niente partigiani all’assemblea scolastica. La preside del liceo scientifico Righi a Roma è stata categorica. Gli studenti hanno parlato di consiglio d’istituto “delirante”, mentre l’Associazione nazionale partigiani italiani, Anpi, si è detta offesa dalla decisione. La vicenda inizia quando alcuni studenti chiedono di ospitare in assemblea Giovanna Marturano, partigiana e presidente dell’Anpi della provincia di Roma. Dietro alla decisione ci sarebbe il timore di scontri come accaduto al liceo scientifico Avogadro, dove un partigiano è stato duramente contestato da un gruppo di studenti di estrema destra.

Gli studenti hanno raccontato: “La delirante seduta del Consiglio è subito sfociata in un duro faccia a faccia conclusosi con la votazione. La dirigente ha sostenuto che avessimo invitato un ospite importante solo per farci notare, e che un assemblea del genere poteva avere luogo solo dopo un percorso culturale appropriato. Inoltre ha detto che era preoccupante per la sicurezza dopo la contestazione al partigiano Mario Bottazzi da parte di alcuni militanti di Lotta studentesca all’Avogadro”.

Ernesto Nassi, vicepresidente di Anpi Roma, ha detto: “La decisione del consiglio d’istituto del liceo scientifico Righi di annullare l’assemblea degli studenti prevista oggi con la partecipazione della partigiana Giovanna Marturano, che ha compiuto cento anni lo scorso 27 marzo, protagonista della Resistenza, medaglia di bronzo al valor militare e presidente onorario dell’Anpi di Roma, è un segnale molto brutto per la nostra città che già vive una fase molto preoccupante di rigurgito del neofascismo e dell’antisemitismo. Ma è anche un atto offensivo verso chi ha combattuto per la libertà e per la democrazia in Italia”.

Nassi ha spiegato quanto accaduto: ” La votazione del consiglio di istituto ha avuto 5 sì, 4 voti contrari e 4 astenuti con la preside che ha votato no: come abbiamo commentato questa mattina nel nostro comunicato, appena appresa la notizia è una cosa vergognosa. La motivazione addotta, ovvero il timore di contestazioni da parte di frange organizzate dell’estrema destra, dopo l’episodio avvenuto al liceo Avogadro nei confronti del partigiano Mario Bottazzi, è davvero sconcertante. Sulla base di questo ragionamento, le scuole romane dovrebbero piegarsi di fronte alle minacce di violenze fisiche o verbali da parte dei gruppi neofascisti e non dovrebbero piùorganizzare incontri o assemblee con i testimoni della Resistenza, della deportazione o della Shoah.  In questo modo il lavoro didattico sulla Memoria verrebbe privato di un momento importantissimo come quello del confronto con i protagonisti dell’epoca. L’Anpi auspica che la preside del Righi e il consiglio d’istituto ritornino al piu’ presto sulle proprie decisioni, accogliendo le richieste degli studenti e revocando questa decisione assurda, e da’ la sua disponibilità ad incontrare i dirigenti scolastici del liceo”.