Roma. Riparte inchiesta sulla morte dei cooperanti italiani a Kabul

Pubblicato il 30 Novembre 2011 21:45 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2011 21:49

ROMA – Riparte l’inchiesta della procura di Roma sulle morti di Stefano Siringo e Iendi Iannelli, i cooperanti italiani i cui cadaveri furono trovati il 16 febbraio 2006 a Kabul, in Afghanistan. Lo ha deciso il Gip di Roma Rosalba Liso che ha respinto una richiesta di archiviazione presentata dal Pm Luca Palamara.

Il magistrato ha disposto la restituzione del fascicolo all’ufficio del pubblico ministero affinche’ si proceda per omicidio volontario. I due cooperanti, entrambi romani, di 26 e 32 anni, erano stati dichiarati ufficialmente morti per un’overdose di eroina. Ad opporsi alla richiesta di archiviazione del procedimento erano state le famiglie dei due giovani.

Un atteggiamento, quest’ultimo, legato alla convinzione che i cooperanti fossero stati uccisi in seguito alla scoperta di un presunto traffico di fatture false tra agenzie Onu operanti in Afghanistan.

”Dopo quasi 6 anni – ha dichiarato l’avvocato Luciano Tonietti – finalmente un Gip ha reso giustizia riscattando la memoria di due giovani morti nell’adempimento del proprio dovere e non perche’ prendevano parte a dei festini”.