Roma, rissa al ristorante tra l’architetto Fuksas e Bertolaso

Pubblicato il 30 Marzo 2010 10:20 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2010 21:11

L'architetto Massimiliano Fuksas

Domenica sera poco dopo le 21 in un ristorante romano si è sfiorata la rissa tra l’architetto Fuksas e Guido Bertolaso.

Il ristorante, la Fiorentina, si affaccia sul vialone che parte da piazza Mazzini. Fuksas è già seduto a un tavolo di fondo quando entra Guido Bertolaso con moglie e figli.  Viene riconosciuto e in sala corre un mormorio. Rotto dalla voce possente di Fuksas: «Dove deve sedere quel ladro, pezzo di m….» e altro florelegio di turpiloquio.

Ed è l’inizio della fine. Il mormorio si alza di nuovo e di nuovo viene interrotto da un signore, un imprenditore, che siede a un tavolo vicino con la moglie,  due bambine e un nipote diciottenne. Sull’identità dell’imprenditore gira un nome, che non è stato possibile controllare, anche perché coincide con quello del titolare di uno studio di arredamento di interni di Prato.

L’uomo si alza dal tavolo, si avvicina a quello di Fuksas e  dice: «Qui ci sono dei ragazzini, la prego di moderare i termini. E quell’uomo non è un ladro. Non si permetta di insultarlo».

Fuksas non risponde con le parole ma con i fatti: getta il vino contenuto nel bicchiere in faccia all’interlocutore. Si alza il nipote dell’imprenditore, un giovanottone alto quasi due metri, che prende Fuksas per il collo e lo sbatte contro il muro, la moglie di Fuksas, Doriana strilla terrorizzata, tutti pensano al sangue che può scorrere, il proprietario del locale chiama la polizia, anche perché oggetto del contendere è un componente del Governo italiano, Guido  Bertolaso.

Bertolaso, che va a farsi fare i massaggi al Salaria Village con la scorta, a cena con la famiglia la domenica sera ci va con i propri mezzi, non pensando che il diavolo si possa annidare anche tra i tavoli di un ristorante per famiglie nel quartiere romano di Prati. Visto il caos che si era scatenato sul suo nome, Bertolaso era rimasto impietrito al suo tavolo, senza capire esattamente cosa stesse accadendo. C’è anche chi dice che nel frattempo si fosse prudentemente rifugiato sotto il tavolo, ma la versione non ha trovato conferme, a parte la moglie di Fuksas, Doriana, che, interpellata dal Corriere della Sera, ha detto: «Bertolaso, nel frattempo, si era tutto rannicchiato sotto il tavolo. Io non capisco come certa gente abbia ancora il coraggio per andare in giro…».

Poi, nel locale precipitosamente abbandonato dai clienti terrorizzati, è arrivata la polizia.