Roma, rivendeva fiori rubati dalle tombe: arresto dopo fuga

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Settembre 2015 9:47 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2015 9:47
Roma, rivendeva fiori rubati dalle tombe: arresto dopo fuga

Roma, rivendeva fiori rubati dalle tombe: arresto dopo fuga

ROMA – Rivendeva a prezzi gonfiati i fiori freschi che rubava dalle tombe del cimitero Flaminio, a Roma. Una volta scoperto l’uomo ha tentato la fuga con la sua auto, investendo anche un carabiniere prima di essere arrestato. Amed A., egiziano di 56 anni, è stato processato con rito direttissimo e condannato a 1 anno e 8 mesi di carcere e ad una multa di 300 euro con le accuse di tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale.

Michela Allegri sul Messaggero scrive che l’uomo è stato scoperto dai guardiani del cimitero dopo le numerose segnalazioni dei parenti dei defunti, che hanno fato scattare la caccia al ladro:

“Alle 14, i vigilantes hanno visto Amed aggirarsi a bordo di un’automobile all’interno del camposanto, e lo hanno seguito. L’uomo si fermava accanto a ogni lapide adornata con fiori freschi. Scendeva dalla macchina, lasciando il motore acceso. Raccattava mazzi di rose e corone di crisantemi, caricava il “bottino” nel bagagliaio e ripartiva, dirigendosi verso il loculo successivo.

Quando i militari gli hanno chiesto di aprire il portabagagli, ha risposto stizzito: «Non posso, è rotto». Poi, ha spintonato uno dei carabinieri tentando la fuga ma nel partire a tutto gas ha travolto uno degli agenti, costringendo il collega a estrarre la pistola d’ordinanza. A quel punto, Amed si è arreso. Nascondeva in auto 14 mazzi di fiori freschi e 58 rose rosse, che avrebbe rivenduto nel banchetto che gestisce di fronte all’ingresso del cimitero. L’egiziano è stato ammanettato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dopo una notte trascorsa in cella, è stato giudicato in aula con rito direttissimo e ha dovuto rispondere della duplice accusa di tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale”.

Il Messaggero spiega poi che non è la prima volta che il cimitero a Prima Porta viene preso di mira dai malintenzionati:

“Le vittime erano soprattutto donne anziane, che venivano alleggerite della borsetta e degli effetti personali lasciati nelle auto parcheggiate. In un’occasione, una vittima aveva addirittura chiesto al ladro indicazioni per posteggiare la macchina, e lui si era mostrato garbato e gentile. Al ritorno, la donna aveva trovato la portiera forzata. Poi, aveva sporto denuncia, descrivendo il sospettato: un uomo con i capelli bianchi che girava a bordo di uno scooter. Il malfattore, soprannominato “Er borsetta”, è stato sorpreso con le mani nel sacco: era già noto alle forze dell’ordine, perché aveva numerosi precedenti specifici”.