Roma, raid al Roxy Bar: Antonio Casamonica condannato in appello a 6 anni, resta aggravante mafiosa

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2019 22:00 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2019 22:00
roxy bar foto ansa

Il Roxy Bar dopo l’aggessione (foto Ansa)

ROMA – Un anno di sconto per Antonio Casamonica, condannato in secondo grado a sei anni per il raid al Roxy bar avvenuta a Roma nel giorno di Pasqua. Resta però per i giudici l’aggravante mafiosa. Perchè la spedizione punitiva contro i gestori del bar, una coppia romena, avvenuta nel quartiere della Romanina dove i Casamonica abitano, fu un’azione perpetrata con le minacce e i metodi mafiosi.

In primo grado Casamonica era stato condannato a 7 anni di reclusione. Adesso i giudici dell’Appello hanno parzialmente riformato la sentenza: con lo sconto lo hanno condannato a sei anni di reclusione per concorso in lesioni, violenza privata e minacce aggravate dal metodo mafioso.

L’aggressione ai danni dei titolari del Roxy bar della Romanina, secondo l’ipotesi accusatoria, era stata fatta come ritorsione per il fatto di non essere stati serviti subito. Il gruppo di tre persone, nel quale era presente Antonio Casamonica, prima offese i gestori e poi passò alle vie di fatto, arrivando a prendere a cinghiate una cliente disabile che era intervenuta invitando gli aggressori ad allontanarsi. Poi distrussero il locale.

“La sentenza della corte d’appello conferma la condanna di Antonio Casamonica e soprattutto conferma che l’aggressione è stata di stampo mafioso. Noi siamo come sempre accanto ai cittadini onesti come Roxana che ci ha messo la faccia da subito denunciando, e non si è mai tirata indietro”, ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, lasciando il Tribunale dopo avere assistito alla lettura della sentenza.

“Noi siamo stati vicino a lei e continuiamo ad esserlo con tutti quei cittadini che non si piegano davanti alla criminalità e davanti alla mafia”, ha concluso la sindaca. “Oggi giustizia è stata fatta per la grave aggressione avvenuta al Roxy bar, coraggiosamente denunciata da Roxana, una vera eroina civile e cittadina modello. L’aggravante mafiosa confermata in appello dimostra ancora una volta la gravità del fenomeno mafioso nella Capitale. Tuttavia i cittadini reagiscono e il mio sincero senso di gratitudine va al sindaco Raggi, che anche oggi era presente in aula alla lettura della sentenza. A mia memoria non ricordo un primo cittadino di Roma così presente al fianco dei cittadini che lottano contro le mafie. Roxana e Virginia sono l’esempio di donne coraggiose di cui dobbiamo essere per davvero fieri”, ha dichiarato Nicola Morra presidente della Commissione parlamentare Antimafia.

Per questa vicenda sono stati già condannate tre persone, tutte appartenenti al clan Di Silvio, che hanno optato per il rito abbreviato. Il gup Elvira Tomaselli ha condannato a 4 anni e 10 mesi Alfredo, a 4 anni e 8 mesi suo fratello Vincenzo, presenti nel bar, e a 3 anni e a due mesi il nonno, Enrico, che successivamente aveva minacciato i gestori.

La vicenda del Roxy bar è diventata anche emblematica della volontà di non sottostare ai soprusi: più volte e in diverse occasioni, infatti, è stato sottolineato il coraggio dei gestori di denunciare quanto da loro subìto la domenica di Pasqua dell’anno scorso. Una reazione alla violenza riconosciuta anche dalle istituzioni al punto che il 29 dicembre scorso, Roxana Roman, la 34 enne di origine romena moglie del titolare, è diventata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, titolo conferitole dal presidente Sergio Mattarella “per il suo contributo nell’affermazione del valore della legalità”.

Fonte: Ansa