Roma, appena scarcerato torna a rapinare lo stesso negozio 48 ore dopo

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Ottobre 2019 13:42 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2019 13:45
auto della polizia

Foto Ansa

ROMA – In meno di 48 ore, un camerunense di 18 anni è tornato a rapinare lo stesso negozio che lo aveva fatto finire in carcere.  

E’ accaduto a Roma in via Giolitti, alle spalle della stazione Termini: Chine F., nel pomeriggio di lunedì 14 ottobre si è presentato dal commerciante che solo due giorni prima lo aveva denunciato con lo scopo di vendicarsi a calci e pugni e rubare, di nuovo, parte della merce esposta. 

Con lui, questa volta c’era un altro ragazzo africano, Bana C., un gambiano di 25 anni in attesa di essere processato per spaccio di stupefacenti. I due si erano conosciuti in carcere ed entrambi erano stati scarcerati: Chine F. era stato processato per direttissima sabato 12, il giorno stesso in cui aveva  commesso il furto. Solo due giorni dopo però, era stato fatto uscire dal carcere per via di una condanna ad otto mesi che, codice alla mano, prevede la scarcerazione. Insieme a Bana C., il giovane di 18 anni si è presentato meno di 48 ore dopo nel negozio armato di coltello ed ha minacciato il titolare, un cittadino afgano di 35 anni e suo cugino di 24.

Come racconta Il Messaggero, “per i due titolari sono stati interminabili momenti di paura: mentre il gambiano controllava che nessuno entrasse nell’esercizio commerciale, l’altro si piazzava davanti alla vittima: ‘Hai visto che sono uscito di galera? Adesso mi dai soldi e cellulari, oggi sono tornato con il coltello, domani con la pistola’ ha urlato in inglese. Il commerciante ha abbozzato una reazione ed è stato investito da una pioggia di pugni e calci, per poi essere accoltellato alle braccia mentre tentava di difendersi. ‘Erano due furie, saranno rimasti qui dentro due minuti, ma sembrava non finisse più’, ha raccontato il cugino del commerciante, terrorizzato”.

I due aggressori presi dalla furia della vendetta, i due aggressori non si sono accorti però che durante la loro rappresaglia si era creato davanti al negozio un piccolo capannello di curiosi. Solo a quel punto sono fuggiti per essere però intercettati poco dopo dagli agenti del commissariato Viminale, gli stessi che appena due giorni prima avevano arrestato il diciottenne per il furto messo a segno nello stesso negozio. 

Il commerciante ha riportato alcuni danni giudicati guaribili in 10 giorni dai medici dell’ospedale San Giovanni. I due rapinatori sono invece finiti a Regina Coeli con un’accuse ben più pesanti: tentata rapina aggravata in concorso e lesioni.

Come racconta ancora Paolo Chiriatti sul Messaggero, “il camerunense sabato era tornato in libertà, nonostante la convalida dell’arresto avvenuta in mattinata. Il giudice lo aveva condannato a otto mesi per il furto commesso nel negozio di telefonia compiuto poche ore prima: il ragazzo era riuscito ad arraffare uno smartphone esposto in una vetrina ma nel fuggire era praticamente andato a sbattere contro un funzionario di polizia che lo aveva bloccato e consegnato ai poliziotti del commissariato. Otto mesi: una condanna che, codice alla mano, prevede la sospensione della pena (…)”. 

Fonte: Il Messaggero