Roma, lotta di classe alla scuola di Monte Mario. Sul sito internet: “Qui l’alta borghesia, lì i figli dei poveri”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Gennaio 2020 14:38 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2020 14:38
Roma, lotta di classe alla scuola di Monte Mario. Sul sito internet: "Qui l'alta borghesia, lì i figli dei poveri"

L’ingresso di una scuola (Ansa)

ROMA – In un plesso della scuola ci studiano i ragazzi “dell’alta borghesia” assieme ai figli “di colf e badanti che lavorano per le loro famiglie”, mentre nella sede che si trova “nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario” alunni di “estrazione sociale medio-bassa”. A dare notizia della «dettagliata» descrizione presente sul sito dell’Istituto Comprensivo di via Trionfale di Roma è stato oggi “Leggo”. Presidi, educatori, semplici cittadini sono rimasti più attoniti che sbalorditi. Alla fine anche il ministro dell’Istruzione Luciana Azzolina ha protestato ingiungendo la rimozione del testo, più delirante che classista, dal sito internet di riferimento.

A prendere le distanze l’Associazione dei presidi. “La scuola è un luogo educativo ed inclusivo, no a forme di categorizzazioni superficiali e inutili” sottolinea Mario Rusconi, presidente dell’ANP-Lazio spiegando: “La scuola non può evidenziare eventuali differenziazioni socio-culturali degli alunni iscritti poiché, tra l’altro, oltre a dare una cattiva rappresentazione di sé stessa agli occhi di chi legge corre anche il rischio di originare idee o forme classiste“.

“La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna accolgono, infatti, alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre il Plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario, accoglie alunni di estrazione sociale medio-bassa e conta, tra gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana – si legge sul sito della scuola – il plesso di via Vallombrosa, sulla via Cortina d’Ampezzo, accoglie, invece, prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti, e simili)”.

Per il presidente dell’ANP-Lazio Mario Rusconi: “Uno dei compiti fondamentali della scuola è quello di essere inclusiva, per cui ogni giorno gli insegnanti nel portare avanti le proprie discipline si impegnano nell’aiutare gli studenti a superare tutte quelle problematiche della diversità che si possono manifestare tra i banchi o anche fuori dal contesto scolastico. La complessità sociale odierna può essere superata grazie anche all’inclusione scolastica, che diventa quindi la chiave del successo formativo per tutti compreso la scuola. Infine conclude Rusconi: “Non si possono fare affermazione parasociologiche di alcun genere con ricadute sulla scuola se non vengono supportate da dati statistici fondati e ben calibrati. Oltretutto non sono di alcun interesse ai fini scolastici, rischiando di lasciar passare un messaggio sbagliato e fuorviante”.

“La scuola dovrebbe sempre operare per favorire l’inclusione. Descrivere e pubblicare la propria popolazione scolastica per censo non ha senso. Mi auguro che l’istituto romano di cui si racconta oggi su leggo.it possa dare motivate ragioni di questa scelta. Che comunque non condivido”. Lo afferma la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in merito alla descrizione sul sito di un istituto della capitale dove si legge: “Qui l’alta borghesia, lì i figli dei poveri”.

“Sono davvero sconcertato che nel 2020 una scuola pubblica possa presentarsi sul proprio sito internet distinguendo i propri plessi in base al rango socio-economico dei propri alunni andando contro ogni valore espresso dalla nostra Costituzione. Sto già intervenendo per richiederne l’immediata rimozione dal sito web”. Lo afferma il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro. (fonti Leggo, Ansa)