Roma, sieropositivo contagia 6 donne: arrestato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2015 16:55 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2015 16:55
Roma, sieropositivo contagia 6 donne: arrestato

Roma, sieropositivo contagia 6 donne: arrestato

ROMA – Pur essendo consapevole di essere sieropositivo ha preteso di avere rapporti sessuali senza protezione e, dal 2006 al 2014, ha contagiato 6 donne conosciute via chat o tramite social network. Accusato di lesioni gravissime, l’uomo, un trentenne romano, è stato arrestato dagli uomini della sezione di pg della procura di Roma.

Valentino T., 30enne romano, impiegato, è finito in carcere alcuni giorni fa su ordine del gip Alessandro Arturi. Lesioni gravissime volontarie e permanenti è il reato ipotizzato dal pm Francesco Scavo la cui indagine è stata portata avanti grazie all’attività investigativa della sezione di pg della Polizia di Stato, diretta da Anna Galdieri.

Proprio perché l’aspetto informatico legato all’uso delle chat e dei social network non è stato ancora approfondito, gli inquirenti temono di non aver rintracciato tutte le donne che hanno avuto a che fare con Valentino in questi anni e che inconsapevolmente potrebbero essere state esposte alla malattia. L’indagine della Procura è partita alcuni mesi fa dalla denuncia di una donna che per puro caso era venuta a sapere che questo ragazzo aveva l’Aids. Lui aveva negato tutto e lei aveva deciso di denunciarlo.

Andando a ritroso, poi la polizia è riuscita a individuare altre due donne che, convocate a piazzale Clodio, hanno appreso del rischio di contagio, poi drammaticamente confermato dai test di laboratorio. Secondo quanto scoperto dal pm Scavo, Valentino utilizzava le chat per incontri erotici o sesso di gruppo.

Alle donne che accettavano di conoscerlo e frequentarlo era solito chiedere rapporti sessuali senza l’uso del profilattico per provare piu’ piacere. Leggerezza ed egoismo sarebbero stati alla base del suo comportamento: Valentino ha evitato di fare danni ulteriori solo quando, sentito mesi fa dalla polizia, ha ammesso, dopo qualche resistenza, di essere sieropositivo e di essere in cura da tempo.