Roma, strage sulle strade: 143 morti nel 2018, il triplo rispetto a Milano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2019 13:01 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2019 13:04
Roma, strage sulle strade: 143 vittime nel 2018, il triplo rispetto a Milano

Un incidente stradale a Roma (foto ANSA)

ROMA – A Roma è record di vittime della strada. Il 2018 si è chiuso con un bilancio tragico di 143 morti. Secondo i dati Aci-Istat lo scorso anno a Roma ci sono stati il triplo delle vittime in incidenti stradali rispetto a Milano. Nella Capitale sono concentrati un terzo degli incidenti mortali avvenuti in aree metropolitane. Secondo il rapporto, ripreso da La Repubblica, la Capitale si è guadagnata il primato di città più pericolosa sul fronte della viabilità.

Preoccupante poi la situazione dei pedoni: nelle 14 metropoli i pedoni che hanno perso la vita sono stati 152 in tutto il 2018, per cui ancora una volta oltre un terzo di chi va a piedi muore a Roma (57). 

Colpa dell’alta velocità, ma anche dell’incuria. La segnaletica orizzontale, infatti, spesso è scolorita e poco visibile. Lo denunciano i comitati di quartiere e i consiglieri municipali. Una vera e propria emergenza che attende risposte da parte delle istituzioni, a cominciare dalla manutenzione stradale.

Dati evidenziati anche dal capo della Polizia Franco Gabrielli: “In Europa, dai fatti di Charlie Hebdo, su una popolazione di circa 500 milioni di persone ci sono stati circa 350 morti per terrorismo. In Italia, su una popolazione di 60 milioni, 3.400 per incidenti stradali”. 

Indagine su buche, verifiche sui fondi dei Municipi

E’ tornata sotto la lente della Procura di Roma la questione “buche”, le voragini che rendono le strade della Capitale trappole spesso mortali per automobilisti e motociclisti. Un problema endemico che, in base a quanto denunciato dal Codacons, sembra dovuto anche alla “mala gestio” dei fondi che i Municipi hanno a disposizione derivanti dalle multe e contravvenzioni “elevate” dalla polizia municipale.

I pm di piazzale Clodio in aprile hanno avviato un fascicolo di indagine, al momento senza indagati o ipotesi di reato. Il pm Antonia Giammaria ha disposto accertamenti su tutti i Municipi per verificare come siano stati spesi i fondi destinati alla riparazione delle buche. La procura ha delegato le indagini alla Guardia di Finanza che presto trasmetterà a piazzale Clodio una prima informativa.

L’iniziativa del Codacons è nata dopo una richiesta di accesso agli atti per verificare le voci di spesa dei vari Municipi. Alcuni Municipi hanno messo a disposizione gli atti relativi alle operazioni di messa in sicurezza delle strade, altri hanno negato l’accesso non fornendo all’associazione, che nell’esposto ipotizza il reato di falso, alcuna informazione.

All’esposto l’associazione ha allegato un vero e proprio dossier. All’attenzione dei magistrati una serie di dati circa i fondi impegnati dai municipi che sarebbero stati eseguiti solo in parte. Il sospetto del Codacons è che il flusso di denaro sia stato impiegato per tutt’altro. “Negli ultimi anni il Comune di Roma – spiega l’associazione dei consumatori – avrebbe effettivamente speso per tali opere meno di quanto impegnato in bilancio: 108 milioni nel 2016 contro i 348 milioni impegnati; 155 milioni nel 2017 contro i 355 impegnati”. A sostegno di questi numeri quanto trasmesso al Codacons da alcuni Municipi.

Il IV attestava di aver eseguito opere di pronto intervento, sistemazione localizzata di pavimentazione stradali, marciapiedi, guard-rail di protezione e segnaletica stradale. “Peccato che lo scorso aprile – sostiene Codacons – le strade del municipio apparissero come un cantiere a cielo aperto, come dimostrano le foto scattate da noi”. Altra situazione che finirà all’attenzione dei magistrati quella del Municipio VIII. Nei documenti trasmessi all’associazione si parla di “chiusura buche su tutto il territorio dal 22 gennaio 2018”, ma le verifiche compiute dal Codacons hanno attestato uno stato preoccupante del manto stradale.

Sulla questione buche in passato i pm di piazzale Clodio hanno aperto vari fascicoli. Nel 2015 furono disposti accertamenti tecnici sull’asfalto utilizzato in fase di manutenzione. Gli inquirenti acquisirono carte anche presso l’ufficio del giudice di pace, dove ci sono procedimenti nati da incidenti provocati dalle voragini. Nel marzo del 2018 un procedimento era stato aperto dopo una serie di esposti presentati anche da semplici cittadini che lamentavano la condizioni delle strade dopo una violenta ondata di maltempo.

Negli esposti inviati al pool di magistrati che si occupano dei reati nella pubblica amministrazione si chiedeva di “indagare sulle responsabilità del dissesto stradale alla luce dei possibili reati di omissioni di atti d’ufficio, interruzione del pubblico servizio, truffa e lesioni”.

Fonti: LA REPUBBLICA – ANSA