Roma, vietato stendere i panni alla finestra, annaffiare troppo le piante o bere dai ‘nasoni’

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Agosto 2019 11:20 | Ultimo aggiornamento: 8 Agosto 2019 12:45
Panni stesi

(Foto Ansa)

ROMA – Nella Roma finita sulle pagine del New York Times per i cumuli di rifiuti nelle strade e in cui gettare i mozziconi di sigaretta per terra è la norma diventa vietato non solo sedersi sulla scalinata di Trinità dei Monti, in piazza di Spagna, ma anche stendere i panni alle finestre o annaffiare le piante facendo gocciolare l’acqua. E persino bere dai nasoni, le tipiche fontanelle romane. 

Il nuovo Regolamento di polizia urbana della Capitale, diventato esecutivo a luglio, non tutela solo il centro storico e i monumenti ma si occupa anche di piccoli maleducati gesti che, nelle intenzioni degli estensori, incidono sul decoro urbano.

E così è vietato “esporre o stendere all’aperto” in aree, recinti o spazi privati, esclusi i “balconi aggettanti”, sia biancheria che qualunque altro oggetto “visibile dalle vie e piazze pubbliche”. Insomma: chi stende i panni, peggio ancora la biancheria intima, sui classici fili alla finestra rischia di essere sanzionato.

Massima attenzione anche quando si annaffiano le piante. “Nel procedere all’annaffiatura di vasi di fiori o piante, collocate all’esterno delle abitazioni, deve essere evitato lo stillicidio sulla strada o sulle aree aperte al pubblico transito” stabilisce il Regolamento. Prevista una sanzione di 100 euro per chi non rispetta queste norme.

Spazio inoltre alla pulizia dei marciapiedi e degli “ambiti di pertinenza privati”. Nel periodo di massima pericolosità del rischio di incendi nell’ambito del territorio capitolino “tutti i proprietari, conduttori o utilizzatori di aree private destinate anche a giardino, sono tenuti a mantenerle costantemente pulite da sterpaglie, fogliame ed ogni altro materiale, al fine di evitare rischi di incendio”.

Ma anche durante e dopo “le precipitazioni atmosferiche e in caso di eventi atmosferici eccezionali che comportino accumulo di neve, grandine, acque meteoriche o fango” i proprietari, gli amministratori o gli utilizzatori di immobili sono obbligati a “tenere sgomberi”, dalle ore 8 alle ore 20, i marciapiedi fino alla larghezza di 2 metri in corrispondenza degli accessi.

Anche il rumore molesto viene regolamentato. Gli antifurti delle abitazioni devono essere dotati di un “dispositivo temporizzatore che ne limiti il tempo di emissione sonora ad un massimo di cinque minuti complessivi”. Chiunque utilizzi antifurti acustici in edifici, per impedire che il malfunzionamento del sistema d’allarme possa arrecare disturbo, è obbligato a esporre all’esterno e in modo visibile una targhetta con i riferimenti e il recapito telefonico di una persona “reperibile” che possa “far cessare immediatamente il disturbo”.

Come anche dalle 22 alle 8 i servizi di nettezza urbana e il carico e scarico di cose, nell’abitato e nelle zone limitrofe, “devono effettuarsi in modo da non disturbare il riposo delle persone”. E, per chi ha sete, guai ad attaccarsi ai classici nasoni, ovvero le fontane di Roma: anche qui è prevista la sanzione. Meglio affidarsi allo zampillo o avere un bicchiere. Per non pagare carissimo un semplice sorso d’acqua. (Fonte: Ansa)