Roma: caccia a Vincenzo Sigigliano, detenuto evaso dall’ospedale Pertini

di alberto francavilla
Pubblicato il 17 Agosto 2019 9:50 | Ultimo aggiornamento: 17 Agosto 2019 9:50
Roma: caccia a Vincenzo Sigigliano, detenuto del carcere di Rebibbia evaso dall'ospedale Pertini

Roma: caccia a Vincenzo Sigigliano, detenuto evaso dall’ospedale Pertini

ROMA – Da 24 ore è caccia all’uomo a Roma: un detenuto, Vincenzo Sigigliano, è evaso dall’ospedale Sandro Pertini dove era stato accompagnato dalla polizia penitenziaria del carcere di Rebibbia per una visita medica.

Le forze dell’ordine hanno ripreso le ricerche del fuggitivo questa mattina. Ieri per tutto il giorno si sono setacciate le aree verdi dei Monti Tiburtini, Pietralata e Casal Bruciato, e un elicottero si è alzato in volo tra i palazzi della zona del Tiburtino. Secondo quanto si è appreso, l’uomo è un pregiudicato italiano di 47 anni, nato a Napoli ma da anni residente nella capitale, e accusato dei reati di truffa e falso ideologico.

E’ riuscito a fuggire con le manette ancora ai polsi. Indossava una maglietta bianca, dei pantaloncini marroni e dei sottopantaloncini rossi. L’evaso è calvo ed è alto un metro e 75 centimetri.

Repubblica Roma fornisce ulteriori dettagli sul suo arresto: Era stato arrestato dalla polizia messicana a Morelia, capitale dello Stato meridionale di Michoacán insieme ai suoi  due fratelli. Secondo le indagini falsificavano attrezzature provenienti dalla Cina, riconvertendole in altre simili ma di marche prestigiose.

I tre dunque acquistavano trivelle, trapani e saldatrici a cui toglievano la provenienza cinese, applicando etichette di marche conosciute come Makita e Lincoln Electric. attrezzi del valore di 40-60 dollari venivano camuffati, con fatture false, in altri di prezzo molto superiore, fra 300 e 1.000 dollari. A quanto risulta dalle indagini, avevano commesso le loro truffe non solo in vari Stati messicani, fra cui San Luis Potosí (centro), Veracruz (sud), Guanajuato (centro) e Nuevo León (nord), ma anche in altri Paesi latinoamericani (Honduras, Guatemala e Ecuador). Lo scorso 13 luglio stavano per essere messi in libertà provvisoria ma all’ultimo minuto sono stati trattenuti in carcere perché è emerso che due erano ricercati in Italia. Da lì è stato poi estradato nel carcere romano di Rebibbia. (Fonti Agi e Repubblica).