Roma, da Monteverde alla Balduina: ecco le zone a rischio frana

di Redazione blitz
Pubblicato il 6 aprile 2018 12:42 | Ultimo aggiornamento: 6 aprile 2018 12:42
roma rischio frane

La maxi voragine che si è aperta in strada a Roma, tra due auto in sosta, in circonvallazione Appia

ROMA – Una media di 90 voragini all’anno negli ultimi 8 anni, 28 zone a rischio frana e 383 fenomeni franosi, 250mila cittadini a rischio alluvioni.

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Sono i numeri di Roma, una città fragile con i suoi 32 kmq di gallerie sotterranee e i 700 km di reticolo idraulico con canali e fossi in stato di grave degrado. Monte Mario, viale Tiziano, Monteverde vecchio e Balduina le zone particolarmente a rischio frane.

E poi il Tevere che conta 120 ettari di golene su 1150 cementificate da manufatti anche abusivi, 9 km di rive in stato di degrado, 2,7 km di banchine con smottamenti e 59 installazioni con pochi ormeggi adeguati. E 22 relitti di barche affondati e abbandonati nelle sue acque.

Oggi a Roma il rischio alluvioni ed esondazioni interessa 1135 ettari: la più elevata esposizione d’Europa. Una città che ha zone “che non reggono nemmeno un acquazzone, come abbiamo visto il 10 settembre e il 5 novembre scorso, piste di Fiumicino comprese”, si legge nel rapporto.

I motivi sono da ricondurre ad un  sistema fognario non proprio efficiente, la mancata manutenzione dei tombini e la scomparsa, per sversamenti di rifiuti e vegetazione spontanea, di circa 700 km di indispensabili vie d’acqua tributarie del Tevere e dell’Aniene tra canali, fossi e sistemi di scolo.

A fornire i dati della Capitale, il primo rapporto su rischio alluvioni, frane, cavità del sottosuolo e acque sotterranee “Il Piano Roma Sicura” curato dall’Autorità di Distretto idrografico dell’Italia Centrale in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile nazionale, l’Ispra e la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche ItaliaSicura.

Per mettere a norma la Capitale e ridurre lo stato di pericolo, c’è un piano decennale per una cifra complessiva che sfonda il miliardo di euro, 104 milioni all’anno – di cui i fondi per il primo anno già disponibili tramite il piano città metropolitane di Italiasicura – per 10 anni, con un totale di 1.040 milioni di euro.

In particolare, per il complesso degli interventi di prevenzione strutturale nell’area urbana e fino alla foce di Fiumicino, è stato calcolato un fabbisogno di risorse finanziarie pari a 871 milioni per realizzare 155 interventi di varie tipologie: 783 milioni per 127 opere di contrasto al rischio alluvione e 86 milioni per 28 opere di messa in sicurezza di diverse aree cittadine dal pericolo frane.

A questi si aggiungono 15 milioni all’anno per gestire la manutenzione ordinaria di canali e fossi urbani e tenerli in efficienza, e 4 milioni ogni 12 mesi per verifiche e interventi preventivi sulle voragini urbane.

Gli interventi previsti per Roma più importanti a livello finanziario riguardano la messa in sicurezza idraulica del territorio di piana del sole (municipio xii) per un costo di 56,6 milioni, due interventi di manutenzione straordinaria del corpo arginale del Tevere da 36,7 milioni per un totale di 73,4 milioni, interventi nel tratto fluviale compreso tra ponte Marconi e la foce per 33,6 milioni, interventi sul fosso di vallerano a protezione della zona urbana del Torrino per 21,5 milioni, due opere di realizzazione delle casse di espansione del fosso di Tor Sapienza da 20,3 milioni ciascuna.