Roncade, inciampa sul sampietrino e porta il Comune dal giudice: chiede risarcimento da 15mila euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 gennaio 2018 16:36 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2018 16:36
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Roncade, inciampa sul sampietrino e porta il Comune dal giudice: chiede risarcimento da 15mila euro

TREVISO – E’ inciampata su un sampietrino sconnesso e non segnalato e si è ferita ad una caviglia. Una donna di Roncade di 44 anni ha deciso di portare il Comune davanti al giudice del tribunale civile per chiedere un risarcimento da 15mila euro. La cittadina, assistita dall’avvocato Giorgio Caldera, è decisa ad andare avanti, dato che quella caduta avvenuta il 15 aprile 2016 la costrinse a 47 giorni di malattia e ancora oggi le arreca effetti negativi sul suo lavoro.

Rubina Bon sul quotidiano La Tribuna di Treviso scrive che la donna assistita dal legale ha presentato la richiesta di risarcimento in Comune, sottolineando che “è buon diritto del cittadino transitare sul suolo pubblico con il legittimo affidamento di non incappare in pericolo, ostacoli o deformazioni del manto stradale, tali da recare pregiudizio ai passanti”, come si legge nell’atto di citazione. Una richiesta legata a quei sampietrini che da tempo i cittadini di Roncade chiedono di sistemare e è rimasta inascoltata e dopo una negoziazione assistita fallita, il prossimo 3 maggio il caso sarà discusso davanti ad un giudice civile:

“Quella sera di quasi due anni fa la donna stava passeggiando in via Roma, provenendo da piazza I Maggio e andando verso il municipio. All’altezza del civico 110, la 44enne era inciampata sui sampietrini che, secondo quanto riferito dall’avvocato Caldera, «non erano fissati e si erano mossi e sconnessi al passaggio della donna». Non c’era alcun cartello, evidenzia il legale, a segnalare la pavimentazione sconnessa. Un problema, quello dei sampietrini in centro a Roncade, denunciato da anni: complici il tempo trascorso dalla posa e il continuo passaggio della auto, sia in via Roma che in piazza I Maggio i sampietrini si tolgono o, peggio, schizzano via, risultando pericolosi per le macchine oltre che per le persone.

La donna era finita al pronto soccorso del Ca’ Foncello dove le era stata diagnosticata una distorsione alla caviglia con distacco dell’apice del malleolo peroneale. Per 47 giorni l’operatrice sociosanitaria aveva dovuto assentarsi dal lavoro e comunque i postumi dell’infortunio hanno influito negativamente sull’esecuzione di alcune attività strettamente connesse al suo lavoro come ad esempio sollevare o spostare i pazienti”.

Per scoprire se inciampando su un sampietrino si ha diritto ad un risarcimento dal Comune bisognerà dunque attendere la sentenza del giudice civile.