Rosanna Belvisi uccisa con 29 coltellate, ma Luigi Messina potrebbe presto tornare libero

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 aprile 2018 18:10 | Ultimo aggiornamento: 22 aprile 2018 18:10
Rosanna Belvisi uccisa con 29 coltellate, ma Luigi Messina potrebbe presto tornare libero

Rosanna Belvisi uccisa con 29 coltellate, ma Luigi Messina potrebbe presto tornare libero

MILANO –  Ha confessato di aver ucciso la moglie con 29 coltellate. Ma potrebbe avere un nuovo sconto di pena, dopo quello concesso per la scelta del rito abbreviato e l’esclusione delle aggravanti. Per il gup, infatti, Luigi Messina, ex guardia giurata di 55 anni, anche se ha colpito la moglie, Rosanna Belvisi, con 29 coltellate, lo ha fatto nei punti vitali, e quindi, sostiene il giudice, non per causare “sofferenze aggiuntive alla propria consorte”, ma semplicemente (se così si può dire) per ucciderla.

Dopo quella sentenza che già aveva indignato la figlia della coppia, Valentina, adesso un’altra decisione di un tribunale potrebbe far sì che Messina torni libero dopo pochi anni da quel 15 gennaio 2017, quando massacrò la moglie con la quale era appena stato in vacanza, a Pantelleria.

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Secondo quanto riferisce Il Giorno, gli avvocati di Messina, Daniele Barelli e Alessandra Silvestri, hanno presentato ricorso in appello, chiedendo ai giudici di riconoscere le attenuanti generiche nel processo di secondo grado, dal momento che, confessando il delitto, il loro assistito “ha apportato un grande contributo alle indagini”.

L’udienza davanti alla Corte d’assise d’appello è stata fissata per il prossimo 6 giugno. Messina in primo grado era stato condannato a 18 anni di carcere grazie alla visione del giudice per l’udienza preliminare, Livio Cristofano, secondo il quale

“l’azione omicidiaria non trasmoda, in modo evidente e pacifico, in una chiara manifestazione di efferatezza d’animo” e la “consecuzione ossessiva dei colpi” è l’effetto di “un raptus e di una deflagrazione emotiva incontrollabile, piuttosto che la realizzazione di un deliberato intento di arrecare sofferenze aggiuntive alla propria consorte”, proprio perché i fendenti raggiunsero solo punti vitali.

Poco importa che già nel 1995 la donna fosse stata accoltellata alla schiena, e che negli anni avesse subito maltrattamenti. O che dopo l’omicidio fosse andato prima in pasticceria a comprare dei babà e poi a giocare alle slot machine, come se nulla fosse. Luigi Messina potrebbe presto tornare libero.