Rosarno. Magistrato antimafia: “Hanno sparato i rampolli della mafia

Pubblicato il 10 Gennaio 2010 9:43 | Ultimo aggiornamento: 10 Gennaio 2010 10:24

La domenica del dopo Rosarmo si apre con due dichiarazioni forti, una di un magistrato antimafia, l’altra del sindaco leghista di Verona, che vanno registrate con attenzione perché probabilmente esprimono il comune sentire degli italiani.

Dice il sostituto procuratore alla Procura nazionale antimafia Alberto Cisterna: “A sparare agli immigrati sono stati sicuramente uomini della ‘ndrangheta, per far vedere che sono loro a controllare il territorio”.

Flavio Tosi, sindaco di Verona

Dice il sindaco Flavio Tosi: “Bisognerebbe commissariare tutta la Calabria, inviare più forze dell’ordine e anche l’esercito a presidiare il territorio”.

Cisterna, in un’intervista al quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, ricostruisce la dinamica dei disordini registrati a Rosarno: “Quando la gente si è sentita aggredita, si è rivolta ai mafiosi che sono stati costretti ad intervenire perché non possono perdere la faccia”.

Prosegue Cisterna: “Così hanno mandato qualche squadraccia di giovani killer che hanno sempre a disposizione”, per incutere terrore.

La questione di fondo, secondo il magistrato, è che “la gente si rivolge a loro, nel senso che sono loro la gente”, “sono onnipresenti. I primi che hanno sparato giovedì scorso addosso agli immigrati sono stati sicuramente i rampolli di mafia.

Ogni volta che una minoranza crea difficoltà, aggiunge Cisterna, “vanno e fanno un raid. Tutti i giovani delle famiglie mafiose della Piana di Gioia Tauro vanno armati fin da ragazzi”.

A qualcuno di loro sarà venuto in mente di sparare agli immigrati mentre passavano “per sport” ma non hanno messo in conto la reazione.

Il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi, in un’intervista a Libero, sottolinea che “in certe zone della Calabria, specie nell’interno, lo Stato è totalmente assente”.

La colpa dei disordini scoppiati nella cittadina calabrese di Rosarno, secondo Tosi non è della popolazione e neanche degli immigrati, “é del potere politico ed è la politica che deve dare risposte e far percepire ai cittadini la presenza dello Stato. Se la gente sente che lo Stato non c’è o emigra o piega la testa e si adegua”.

Al Nord, secondo il sindaco, la situazione è differente perché la criminalità non controlla i voti, “semmai investono i loro soldi: nella finanza e negli immobili”.