Rosita Raffoni suicida a 16 anni dal tetto della scuola: assolti in Appello i genitori

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Giugno 2019 19:59 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2019 19:59
Rosita Raffoni suicida a 16 anni dal tetto della scuola. Assolti in Appello i genitori

Rosita Raffoni suicida a 16 anni dal tetto della scuola. Assolti in Appello i genitori

BOLOGNA  –  Sono stati assolti dalla Corte di assise di appello di Bologna Roberto Raffoni e Rosita Cenni, i genitori di Rosita Raffoni, la ragazza di 16 anni che il 17 giugno 2014 si uccise lanciandosi dal tetto della sua scuola a Forlì. Erano stati condannati in primo grado a tre anni e quattro mesi per maltrattamenti. Oltre alle difese, anche la Procura forlivese aveva fatto appello, su un’aggravante e sull’istigazione al suicidio, solo per il padre.  

Era il 17 giugno del 2014 quando Rosita decise di togliersi la vita. Prima di farlo girò un lungo e straziante filmato con il cellulare, interrotto solo dallo scaricarsi della batteria. Disse ai genitori che l’avevano odiata, non l’avevano mai capita e aggiunse che, proprio per questo, il suo suicidio a loro non sarebbe dispiaciuto.

Il rimpianto per la vita e i sogni interrotti veniva superato dal convincimento di non poter più andare avanti in quelle condizioni. “Molto più che i rimproveri, i litigi, le discussioni e persino le punizioni, stupiscono e connotano questa anomala forma di maltrattamento, l’indifferenza, il distacco emotivo, la mancanza di dialogo e empatia, il disinteresse, il fastidio, provato nei confronti di una figlia straordinariamente sensibile e intelligente”, avevano scritto i giudici di Forlì nella sentenza di condanna di primo grado, parlando di “cinismo”, “svalutazione della personalità”, condotte “improntate a castrazione e repressione”.

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“E’ una storia spaventosa, drammatica, forse unica in un’aula di giustizia. Tutti noi oggi vorremmo essere altrove, tuttavia è nostro dovere affrontarla”, ha detto nella sua requisitoria il sostituto procuratore generale Valter Giovannini, chiedendo la conferma della sentenza di primo grado per la madre, Rosita Cenni, omonima della figlia e una pena di sei anni e sei mesi per il marito, Roberto Raffoni. Le motivazioni della sentenza di assoluzione saranno depositate in novanta giorni e a quel punto la Procura generale potrebbe fare ricorso in Cassazione. (Fonte: Ansa)