Rossella Schettino su Fb: “De Falco ha distrutto mio padre e la mia famiglia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2018 15:03 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2018 17:24
Rossella Schettino su Fb: "De Falco ha distrutto mio padre e la mia famiglia"

Rossella Schettino su Fb: “De Falco ha distrutto mio padre e la mia famiglia”

ROMA – La figlia di Francesco Schettino sfoga la sua rabbia contro Gregorio De Falco, il candidato al Senato con M5s che 6 anni fa gestì da terra il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio. “Mi distrusse la vita quando avevo 15 anni”, scrive rabbiosa su Facebook Rossella Schettino, che ora ha 21 anni. La ragazza critica la richiesta di De Falco di avere privacy e aggiunge: “Crocifisse mio padre: quale tutela ebbe per me?”.

Antonio Valentini sul Corriere della Sera scrive che la figlia di Schettino ha dovuto fare i conti con l’invadenza nella sua vita privata, dopo che il padre Francesco Schettino è stato indagato e condannato a 16 anni di carcere per il naufragio della Concordia:

“Il post di Rossella Schettino ha ottenuto più di cento condivisioni e centinaia di like. Il suo sfogo è diretto contro Gregorio De Falco: «Proprio lui che con la celebre telefonata del “Vada a bordo ca..o”, crocifisse mediaticamente mio padre. Quale tutela ebbi io che all’epoca avevo 15 anni? Quale rispetto ci fu nei miei confronti? Queste cose non gli interessavano quando rilasciava certe dichiarazioni? Chi diede quella telefonata in pasto ai giornali?».

Il naufragio del 13 gennaio 2012 che costò la vita a molte persone e per cui Schettino è stato condannato, ha sottoposto lui e la sua famiglia a pressioni mediatiche e psicologiche fortissime, per questo Rossella si indigna a sentir De Falco parlare di “strumentalizzazione mediatica” per l’attenzione sulla sua vicenda familiare:

«Ma davvero vogliamo parlare di cosa sia la strumentalizzazione mediatica? — scrive nel post — La più grande strumentalizzazione mediatica mai fatta in Italia è stata proprio la sua telefonata, dai toni volgari, aggressivi, intimidatori e soprattutto totalmente inutile ai fini della gestione dell’emergenza».

Un ordine impossibile da eseguire, racconta ancora Rossella Schettino: «De Falco in quella telefonata dimostrò di non sapere neppure quale fosse la situazione e non era interessato a collaborare con chi era sul campo, come mio padre. Continuava a dare ordini impraticabili come quello di risalire a bordo di una nave ribaltata di 90°. Ciò che veniva richiesto a mio padre era impossibile. Si ostinava a dire “adesso comando io”, come se davvero avesse potuto farlo con il suo ruolo». Senza tacere sulla divulgazione della telefonata «nell’esclusivo interesse di De Falco — conclude Rossella — Quella telefonata doveva rimanere agli atti processuali come tutte le telefonate intercorse quella notte. Invece venne fuori»”.

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