Rovegno, il cartello del sindaco: “E’ vietato ammalarsi e morire”. Solo un medico condotto part-time

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2018 12:49 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2018 12:49
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Rovegno, il cartello del sindaco: “E’ vietato ammalarsi e morire”. Solo un medico condotto part-time

ROMA – Rovegno, il cartello del sindaco: “E’ vietato ammalarsi e morire”. Solo un medico condotto part-time. A mali estremi… deve aver pensato il sindaco di Rovegno, comune dell’entroterra ligure compresso nella cinta metropolitana di Genova, prima di apporre un manifesto/comunicato per così dire ultimativo. “E’ vietato ammalarsi e morire”, si legge sul cartello, in segno di protesta e per sensibilizzare cittadinanza e istituzioni sulla scarsità operativa dell’unico presidio medico della zona. Un medico condotto che opera part-time.

Giovanni Isola, il sindaco, si batte per riportare a Rovegno un medico a tempo pieno. “Adottare tutte le precauzioni possibili, ed anche le impossibili – si legge sul manifesto che sarà affisso per le strade del paese – Al fine di preservare le proprie difese immunitarie per non incorrere in situazioni infettivologiche nei periodi non coperti ad oggi dalla figura medicale professionale incaricata dall’Asl”.

“E’ una questione di principio – rilancia Giovanni Isola – Non possiamo andare avanti con un medico part time da tredici ore a settimana per sette paesi (Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Torriglia, Montebruno, Propata, Rondanina e Rovegno). Qui a Rovegno è previsto solo per quattro ore e per raggiungere la guardia medica, nei giorni festivi , dobbiamo fare 20 km e arrivare a Torriglia”. Da quando lo storico medico di vallata Domenica Cella è andato in pensione dopo quarant’ anni di servizio nell’Alta Val Trebbia si fanno i conti con una sostituzione temporanea del dottor Mohammed Alì Kheirkah, di origine iraniana, che fa avanti e indietro da sant’Eusebio. E il sindaco ha già promesso un appartamento gratuito per il medico che deciderà di fermarsi a vivere in zona. (Valentina Evelli, Repubblica.it)