Rovereto, presepe anti-aborto: incendiato il portone della chiesa di don Matteo Graziola

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2019 6:30 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2019 0:53
Rovereto, presepe anti-aborto: incendiato il portone della chiesa di don Matteo Graziola

Rovereto, presepe anti-aborto: incendiato il portone della chiesa di don Matteo Graziola

ROVERETO (TRENTO)  – Attacco incendiario alla chiesa di San Rocco a Rovereto, in provincia di Trento, la chiesa di don Matteo Graziola, noto per diverse iniziative contro l’aborto. 

Qualcuno all’alba di giovedì 10 gennaio ha dato fuoco al portone, danneggiandolo in parte, e scritto sul muro della facciata “i veri martiri sono in mare”.

La chiesa, che si trova lungo corso Bettini nel centro della città della Quercia, nel periodo natalizio aveva ospitato il presepe antiabortista allestito dalle “Sentinelle in piedi” con tanto di decine di finti feti umani posizionati all’interno sulla via dei Re Magi. La Procura di Rovereto ha aperto un’inchiesta per danneggiamenti e indaga sulla pista anarchica.

Lo scorso 28 dicembre sui gradoni della chiesa era stata allestita una natività con venti riproduzioni in plastica di feti di dieci settimane e di un Erode che ne pugnalava uno. Attorno al presepe dei feti, alcuni pannelli con la scritta: “Questo presepe non è un’accusa contro le donne che hanno abortito, ma contro coloro che le hanno convinte che è giusto abortire. Allora smascheriamoli i veri assassini, i nuovi Erode”.

E non si tratta dell’unica manifestazione anti-abortista di don Graziola: in passato il sacerdote ha coordinato preghiere e rosari davanti all’ospedale di Rovereto, venendo più volte contestato da gruppi anarchici.

“Noi andiamo avanti, non ci facciamo intimorire. I vandali? Li perdonerei se si pentissero. E domani sera (stasera, ndr) saremo nella chiesa dell’ospedale per ricordare i bambini abortiti in questi mesi” ha dichiarato don Graziola, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera. Il presepe è stato nuovamente esposto e continuerà ad esserlo fino al 3 febbraio, data della Giornata della vita.