Rovigo: accertamenti medici sui bambini delle zone vicine alla centrale di Porto Tolle

Francesco Paolelli - Scuola di Giornalismo Luiss
Pubblicato il 10 Febbraio 2010 12:01 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2010 16:30

Un campione di 80 bambini sarà sottoposto ad esami clinici disposti dall’autorità giudiziaria del capoluogo veneto. La Procura di Rovigo vuole capire se esiste un rapporto di causa-effetto tra le emissioni della centrale Enel di Porto Tolle e le patologie respiratorie riscontrate nei ragazzini

La centrale Enel di Porto Tolle

Il pubblico ministero Manuela Fasolato, con un’udienza per un accertamento tecnico non ripetibile, ha affidato l’incarico ai consulenti Claudio Rago e Armando Cirillo, rispettivamente medico legale dell’Università di Padova e specialista in pediatria padovano.

La nuova inchiesta vede indagati i vertici attuali e passati di Enel: l’amministratore delegato Fulvio Conti e gli ex Paolo Scaroni e Francesco Tatò, che ieri erano rappresentati in udienza dai propri avvocati e dai consulenti che hanno a loro volta nominato per difenderli.

I bambini erano già stati monitorati, nel corso di uno studio epidemiologico di Asl e Arpa. Ai periti il compito di valutarne l’eventuale evoluzione o scomparsa delle patologie.

La centrale di Porto Tolle, come ogni altra centrale di grandi dimensioni, produce notevoli quantità di agenti inquinanti sia in forma gassosa che in forma solida. La legge italiana permette l’immissione entro certi limiti di elementi inquinanti. Purtroppo tali limiti non sono  stati sempre rispettati tanto che nel 2006 c’è stata già la condanna  di Franco Tatò e Paolo Scarni per i danneggiamenti ambientali causati dalla centrale elettrica.

«Ogni volta che gli impianti si bloccano e vengono riattivati qui piove nero, la ciminiera sputa palline di catrame che bruciano le cose e rovinano le colture» spiega Giorgio Crepaldi, che abita a 5 chilometri dalla centrale e che nel 2002 ha fondato il “Comitato cittadini liberi di Porto Tolle”.