Rovigo/ Nel 1967 morì in un incidente durante la leva, dopo 42 anni 500 euro di risarcimento alla famiglia

Pubblicato il 17 Luglio 2009 18:31 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2009 18:31

Ci sono voluti quarantadue anni per vedere un risarcimento  da parte dello Stato di 500 euro (più 2.900 di “compensazione”) per la morte di un figlio ventenne. Il ragazzo era rimasto vittima di un incidente stradale mentre era in missione durante il servizio militare, nel 1967. La cifra è stata stabilita dal Ministero della Difesa.  «Una beffa», per il fratello della vittima, Alessandro 47enne, operaio. Il giovane deceduto, Giancarlo Andreolli, nel 1967 era in missione in Liguria insieme a 12 commilitoni, quando accadde l’incidente.  All’epoca, secondo quanto reso noto dal legale della famiglia, i genitori del ragazzo avevano chiesto la pensione di reversibilità, ma la burocrazia ha bloccato tutto fino al marzo scorso, quando il Ministero della Difesa si è pronunciato.

Il giovane di Villanova Marchesana, spiega il legale, Andrea Bava, che assiste l’Anmig (Associazione nazionale invalidi e mutilati di guerra), non è stato riconosciuto “vittima del dovere”, ma “vittima del servizio”. Ai suoi parenti sopravvissuti, poiché il padre Luigi è morto nel 1982, è stata quindi concessa, dopo un interminabile iter burocratico, una somma di poco più di 500 euro, più una “compensazione” di altri 2.900 euro. «Ho parlato con la famiglia – aggiunge Bava – e cercheremo di attivare una pratica, sono fiducioso nella giustizia». Ma questa volta, spiega il legale, chiederanno 220mila euro.