Rozzano, uccise il suocero accusato di abusi sulla nipotina di 8 anni: a processo con rito immediato

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2019 20:30 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2019 9:36

Rozzano, uccise il suocero che abusava della nipotina di 8 anni: a processo con rito immediato

MILANO – Andrà a processo con rito immediato (si salta l’udienza preliminare) il 35enne che ha sparato e ucciso il suocero, accusato di avere abusato della sua nipotina di 8 anni. E’ successo lo scorso febbraio a Rozzano (Milano). Il killer e padre della bambina, e il suo presunto complice, l’amico 27enne che ha guidato lo scooter fino a dove è avvenuto l’omicidio sono stati rinviati a giudizio per omicidio volontario aggravato.

L’ipotesi degli inquirenti è che si sia trattato di una vera e propria “esecuzione” già programmata e che il padre della piccola volesse compiere un atto di “giustizia privata”. Ovvero volesse vendicarsi delle presunte violenze subite da sua figlia, andate avanti per circa due anni. Proprio due ore prima del delitto, infatti, nell’incidente probatorio che si è svolto dinanzi al giudice e a sua madre, la ragazzina aveva confermato gli abusi sessuali subiti dal nonno. Abusi di cui aveva già parlato in precedenza alla polizia in un’ audizione protetta.

Per questo motivo – secondo la ricostruzione dell’accusa – il padre della bambina quel pomeriggio avrebbe cercato il 63enne, crivellandolo infine con cinque colpi di pistola. Durante l’interrogatorio di garanzia, il 35enne, difeso dall’avvocato Lucio Antonio Abbondanza, ha in sostanza confessato il delitto ma ha sempre negato di averlo programmato. “Quando l’ho visto – ha detto al gip e al pm – ho avuto un black out improvviso, immediato”.

L’uomo, che ha sostenuto di avere avuto una reazione “istintiva”, ha invece negato la responsabilità del complice, sostenendo che non avesse idea dei suoi propositi quando gli ha chiesto di condurlo dal suocero a bordo del motorino. La sua versione non è stata però ritenuta attendibile dal giudice, che ha mandato i due a processo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Tra le varie ipotesi investigative, è stata vagliata anche quella che il 63enne sia stato attirato in una “trappola” per portare a termine la “vendetta” contro di lui, ed essere stato, dunque, invitato appositamente a tornare da Napoli a Rozzano, dove non passava più da mesi ormai, solo pochi giorni prima di essere ucciso. Per i due l’udienza inizierà il prossimo 18 settembre, davanti alla Corte d’Assise di Milano. (Fonte: Ansa)