Ruba spazzolino per figlio malato: multa da 7mila€ per colpa del supermercato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2015 12:35 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2015 12:58

ALESSANDRIA – Ha rubato uno spazzolino da denti per il figlio malato. Scoperto alla cassa, Abdelhamid Akrout, tunisino di 51 anni, ha restituito il maltolto e pagato una somma per il danno morale. Ma la catena Bennet non ha ritirato la querela e ora Akrout è stato condannato a pagare una multa da 7mila euro.

Silvana Mossano su La Stampa racconta la storia di Akrout:

“Incensurato. Fino a all’altro ieri. E disoccupato il 22 marzo del 2013, quando non posò sul nastro di scorrimento della cassa del supermercato di Alessandria le confezioni di ricambi di spazzolini da denti celati sotto giacca. Diplomato infermiere in Tunisia, in Italia non è ancora riuscito a ottenere il riconoscimento dei titoli conseguiti nel suo Paese. Ora, in qualche modo, si aggiusta, «svolgendo qua e là un po’ di assistenza», ma due anni fa non aveva lavoro.”

L’uomo è stato sorpreso a rubare, così ha restituite le confezioni e pagato una somma di risarcimento morale al supermercato Bennet, che lo ha ugualmente denunciato:

“Disposizione aziendale, peraltro comprensibile: troppi i furti patiti, si è scelto di scoraggiarli con la linea dura. Il difensore Giuseppe Cormaio ha sperato, al processo, in un ripensamento da parte del legale rappresentante di Bennet: niente. Non si transige, di fronte allo stillicidio di furti quotidiani in tutti i centri vendita, si è deciso di applicare indistintamente il rigore, anche quando la refurtiva è una miseria, recuperata integra e pure risarcita”.

Così la storia di Akrout è finita in tribunale, nonostante a breve sarà attuata una norma che prevede l’estinzione del reato per danno minimo o nullo, come in questo aso:

“Ma «ad oggi la legge delega non è ancora stata attuata» ha rilevato il giudice Seddaiu. E il pm, dunque, ha chiesto la condanna a 5 mesi di reclusione e 100 euro di multa. Richiesta che l’avvocato Cormaio ha definito «inaccettabile, inappropriata e sproporzionata». E ha invocato l’applicazione di tutte le attenuanti possibili: generiche, danno lieve, risarcimento. Alla fine il verdetto: inflitti 27 giorni di reclusione tramutati in 6750 euro di multa”.

Ora il legale del tunisino ha annunciato il ricorso in appello:

“«Faremo subito appello» e in quella sede la norma che estingue il reato di lieve entità sarà, nel frattempo, applicabile. Il costo del nuovo grado di giudizio se lo accollerà lo Stato”.