Ruby bis, Emilio Fede non deve andare in carcere: accolti motivi di età e salute

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2019 16:26 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2019 16:27
Ruby bis, Emilio Fede non deve andare in carcere: il Pg accoglie istanza di differimento

Ruby bis, Emilio Fede non deve andare in carcere: il Pg accoglie istanza di differimento

MILANO – Emilio Fede non deve andare in carcere a scontare la condanna definitiva a 4 anni e 7 mesi per il processo Ruby bis. Lo ha deciso la Procura generale di Milano accogliendo l’istanza di differimento della pena presentata dal suo avvocato Salvatore Pino, motivata da ragioni di età e salute.

La difesa dell’ex direttore del Tg4, infatti, punta sulla detenzione domiciliare per i primi mesi sulla base del fatto che Fede ha più di 70 anni (ne ha quasi 88). Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, il sostituto pg di Milano Bianca Bellucci avrebbe sospeso l’ordine di carcerazione. E ciò in attesa che la Sorveglianza, poi, si pronunci nei prossimi giorni sulla richiesta di detenzione domiciliare, misura alternativa al carcere che gli può essere concessa per via dell’età e perché il reato per cui è stato condannato, il favoreggiamento della prostituzione, non è ostativo ai domiciliari.

Per Fede, dunque, si apre la strada dei domiciliari, regime detentivo con cui dovrà scontare almeno la prima parte della pena, alcuni mesi, prima che la parte rimanente della condanna arrivi a 4 anni, quando poi potrà chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Affidamento che, invece, Nicole Minetti potrà chiedere già nei prossimi giorni, perché la sua pena di 2 anni e 10 mesi (sotto i 4 anni) è stata subito sospesa. (Fonte: Ansa)